Le origini di zeroCO2

zeroCO2 è un progetto nato in Guatemala nel 2018 dall’incontro tra Virgilio, un giovane Guatemalteco e Andrea, il fondatore di zeroCO2.

Grazie a questo incontro, zeroCO2 ha sviluppato un modello di gestione dei propri progetti “dal seme al contadino”

Come funziona? 

Tutto inizia nei vivai di zeroCO2 nella regione del Petén in Guatemala. Dopo una scrupolosa selezione delle sementi da parte del team di zeroCO2, inizia la germinazione nei “semilleros”, grandi blocchi di terra rettangolari che servono a far germogliare i semi.

Dopo di che le piantine vengono messe, una a una, in piccole bustine dove cresceranno per i successivi 7-9 mesi. 
Successivamente si passa alla fase di innesto degli alberi da frutto. 

A questo punto bisognerà solo più aspettare un mese che l’innesto si stabilizzi per poter consegnare gli alberi alle comunità e trapiantarli in terra.

Quando vengono piantati gli alberi?

A decidere quando devono essere piantati gli alberi sono le stagioni. In Guatemala, per esempio, la fase di germinazione inizia tra agosto e novembre. Mentre la fase di messa a dimora inizia a giugno e termina intorno a ottobre. 

Quindi, gli alberi che vengono acquistati sul sito di zeroCO2 vengono piantati tutti quanti insieme una volta all’anno. E’ possibile che al momento dell’acquisto un albero stia ancora crescendo nel vivaio oppure che sia già messo a dimora. 

Come selezioniamo le comunità con le quali collaborare?

Il processo di selezione delle comunità è assai complesso: in collaborazione con il centro Universitario CUDEP de la Universidad de San Carlos de Guatemala vengono fatte delle analisi del territorio, della condizione socio-economica delle popolazione che vivono le comunità e viene stilato un profilo per ogni comunità. Le più idonee passano alla fase successiva: alla formazione delle famiglie interessate a collaborare con zeroCO2. Nelle formazioni, tenuta da esperti e dal team di zeroCO2 in collaborazione con Comparte Onlus e altre istituzioni locali, si toccano temi quali: agroecologia e permacultura, ottimizzazione dei raccolti, preparazione di fertilizzanti naturali partendo da risorse naturali (le foglie secche per esempio sono molto usate per creare fertilizzanti naturali). Dopo il primo periodo di formazione, inizia la distribuzione degli alberi direttamente alle famiglie.

Che sistema utilizziamo?

Che tipo di riforestazione facciamo? Agro forestale. Un sistema di riforestazione che prevede l’alternanza di coltivazioni annuali come mais e fagioli con la piantumazione di diverse tipologie di alberi da frutto e forestali. In questo modo, si crea un sistema virtuoso ispirato alle tecniche dell’agroecologia dove le persone tornano a essere al centro dei sistemi produttivi in pieno rispetto dell’ambiente circostante.

Infine, la frutta prodotta rimane totalmente alla famiglia contadina che l’ha coltivata. Saranno loro a decidere se usare per il consumo personale la frutta o se portarla al mercato più vicino per vederla.

Questo modello di concessione forestale funziona come strategia di conservazione?

Mettiamola così: le concessioni forestali della Riserva della Biosfera Maya vantano un tasso di deforestazione quasi nullo. Un’impresa notevole dato che alcune delle aree rigorosamente “protette” dell’MBR (Maya Biosphere Reserve) hanno alcuni dei peggiori tassi di deforestazione nelle Americhe. Questo modello ha ribaltato l’opinione comune che per proteggere le foreste, è necessario vietare tutte le imprese forestali, e dimostra la teoria che coloro che vivono della foresta sono i più incentivati a proteggerla. Oltre ad arrestare la deforestazione, queste comunità sono riuscite a mantenere il tasso di incendi boschivi molto basso rispetto alle aree vicine (Vedi mappa satellitare).

Tutti sanno che pagare il debito non è facile e, più grande è il debito, più tempo ci vuole per estinguerlo. Purtroppo, l’area boschiva del Guatemala ha un enorme debito nei confronti della natura: incendi boschivi incontrollati, degrado del territorio legato al narcotraffico e una cattiva gestione del territorio hanno portato a livelli devastanti di deforestazione. L’uscita dal buco, attraverso il ripristino delle foreste può richiedere molti anni.

Lavorare in collaborazione con le comunità rurali è un approccio efficace e collaudato per mantenere le foreste in piedi e conservare le risorse naturali.

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