Gli effetti del riscaldamento degli oceani, delle foreste in fiamme e dello scioglimento dei ghiacciai si sentono in tutto il mondo. E mentre alcuni combattono in prima linea per frenare la crisi climatica, altri possono sentire di avere meno opportunità di fare la differenza.

 

Un fenomeno diffuso

Il termine eco-ansia è apparso per la prima volta nello studio dell’American Psychological Association “Mental Health and our Changing Climate” del 2017. E nel 2019, a Lisbona, un summit internazionale tenuto dagli ordini degli psicologi di circa 40 paesi ha affermato che gli eventi del cambiamento climatico possono portare a gravi effetti negativi sulla salute mentale.

L’eco-ansia è una paura cronica riguardo le sorti dell’ambiente, data dai lenti e apparentemente irrevocabili impatti del cambiamento climatico, e dalla preoccupazione per il proprio futuro, quello dei figli e delle generazioni successive. Ricerche mostrano che alcune persone sperimentano un significativo sentimento di perdita, impotenza e frustrazione come risultato della loro percepita incapacità di portare un cambiamento. Nell’ultimo decennio, il numero di persone che soffrono di ansia climatica è gradualmente aumentato e ora è un fenomeno diffuso.

Una preoccupazione per lo più giovane

La crisi climatica sta avendo pesanti conseguenze sulla salute mentale in particolare dei giovani, avvertono gli esperti. Anche se non è ancora considerata una condizione diagnosticabile, il riconoscimento dell’eco-ansia e dei suoi complessi effetti psicologici, così come il suo forte impatto sui giovani, sta aumentando. Uno studio del 2020, riportato dal Guardian, dimostra che in Inghilterra più della metà degli psichiatri infantili (57%) vede giovani angosciati per la crisi climatica e lo stato dell’ambiente. 

In generale, i più giovani tendono a vivere maggiormente l’eco-ansia, e questo è anche dovuto alla potenzialmente infinita e costante disponibilità di informazione a cui possono accedere attraverso l’internet, cosa che li rende mediamente più consapevoli del fatto che dovranno affrontare sempre più le conseguenze del cambiamento climatico rispetto alle generazioni precedenti. La ricerca ha anche mostrato come le emozioni dei giovani siano legate ai loro sentimenti di tradimento e abbandono da parte dei governi e degli adulti.

Come affrontare l’eco-ansia

È importante considerare cosa si può fare per alleviare i crescenti livelli dell’ansia climatica. La migliore possibilità di aumentare l’ottimismo e la speranza nei giovani, e non, è garantire loro l’accesso alle più affidabili informazioni su mitigazione e adattamento climatico. Un altro modo importante per affrontare l’eco-ansia è trovare un equilibrio tra ciò che ci fa sentire bene e ciò che concretamente possiamo fare per cambiare le cose (nessuno di noi è un supereroe). Quindi, parlare con qualcuno di ciò che ci preoccupa, connettersi di più con la natura, contribuire a scelte più verdi a livello individuale, impegnarsi nella protezione attiva del clima e unire le forze con comunità e gruppi che la pensano come noi sono tutte azioni significative. 

Invece di sentirci senza speranza, possiamo cercare di essere più consapevoli riguardo i modi per frenare la crisi climatica e del fatto che le scelte individuali possono avere un impatto positivo sul pianeta. Viviamo in un momento in cui gli individui hanno più potere che in qualsiasi altro nella storia.

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