close

I ragazzi della Wild Farm Cürnigia contro la siccità in Liguria

Gianpaolo e Lorenzo ci raccontano come stanno sperimentando e affrontando la siccità nel loro progetto, la Wild Farm Cürnigia, in Liguria.

Laura Persavalli 5 min di lettura

Il progetto: la Wild Farm Cürnigia a Corniglia, in Liguria

Gianpaolo e Lorenzo sono amici da una vita, entrambi di Corniglia, il primo impegnato da sette anni nel settore turistico lavorando nel ristorante di famiglia, e il secondo laureato in Economia, Turismo e Sviluppo del Territorio allo IULM di Milano. Proprio da Lorenzo è nata l’idea Wild Farm Cürnigia, un’azienda agricola 2.0 le cui attività sono iniziate come un passatempo durante la pandemia.

“Dapprima abbiamo iniziato a pulire i terreni dietro casa di Lorenzo e man mano ci siamo accorti di dare forma concreta a questo progetto, unendo il turismo esperienziale all’agricoltura: da una parte, prepariamo e coltiviamo i terreni, costruendo muretti a secco e togliendo piante infestanti. Ma non ci fermiamo lì: il nostro progetto vuole mettere il turista al centro, facendogli toccare con mano le tradizioni locali attraverso un’esperienza autentica del territorio.” Attraverso il progetto, Gianpaolo e Lorenzo puntano a creare impatto sociale per e con i loro compaesani, offrendo ai turisti un’opzione sostenibile per conoscere il Parco Naturale delle Cinque Terre.

Il progetto della Wild Farm comprende un orto didattico e una fattoria con diversi animali, tra cui capre, oche e galline, un punto vendita sopra la stazione di Corniglia e un laboratorio a San Bernardino. “L’idea è quella di creare una filiera verticale, partendo dal piantare e coltivare ciclicamente varie colture per arrivare alla vendita diretta di prodotti da noi confezionati localmente, senza sprecare nulla.” Oltre alla preparazione dei prodotti, offrono varie esperienze locali: dagli aperitivi alle lezioni di yoga all’interno dei loro campi.

“Il problema della siccità deriva anche dalla mancanza di manutenzione degli impianti di irrigazione. Se partono 100 litri di acqua dalla fonte a monte, all’ultimo rubinetto a valle ne arrivano solo 20. Nel percorso, possono esserci valvole che perdono o microfori nei tubi.”

Gianpaolo e Lorenzo, fondatori della Wild Farm Cürnigia

La siccità negli orti della Wild Farm Cürnigia

Lo scorso inverno 2021 è iniziata la collaborazione tra zeroCO2 e la Wild Farm di Corniglia. Il processo di preparazione dei terreni che ospitano il limoneto è durato sette mesi, ma ne è valsa la pena: “Nonostante la siccità estiva, i risultati sono stati fantastici: le 200 piante di limone sono tutte sane. Da una parte, abbiamo curato quasi giornalmente questi terreni, dove prima avevamo piantato i pomodori; dall’altra, siamo stati fortunati: i terreni abbandonati da 40 anni avevano uno strato di compost che li ha resi estremamente fertili.”

La siccità negli orti recuperati da Gianpaolo e Lorenzo varia moltissimo tra le stagioni, raccontano: se d’inverno c’era tantissima acqua nei terreni da loro lavorati, in estate non ne arrivava più. “Abbiamo dovuto iniziare a immagazzinarla nelle cisterne e andare di notte a girare il sistema di valvole per poter irrigare i campi.”

A Corniglia, la siccità che ha colpito i campi non deriva solo dal cambiamento climatico, ma risulta anche essere un problema infrastrutturale. “Ci sono molte riserve di acqua nelle nostre zone, ma la mancata manutenzione di valvole e tubature ha portato a perdite su tutta la linea: se partono 100 litri dalla fonte a monte, all’ultimo rubinetto a valle ne arrivano solo 20. Nel percorso, possono esserci valvole che perdono o microfori nei tubi di plastica, soggetti a spezzarsi per il caldo e con il passare del tempo.”

Il sistema di approvvigionamento idrico nel territorio è molto antico, racconta Lorenzo: si tratta di vasche con delle dighe di presa a monte che creano un bacino collegato a un tubo dal quale l’acqua scende creando pressione per caduta. “Questi impianti hanno 100/150 anni ed è sempre stato ben gestito e mantenuto dal paese. Negli ultimi 50 o 60 anni, molti dei terreni più in alto e scomodi da coltivare sono stati abbandonati e la vegetazione a macchia mediterranea ha coperto tutti gli impianti. Le parti dove ci sono le valvole sono pulite, ma non si riesce a risalire tutto il percorso dei tubi. Inoltre, sono gli impianti si trovano in sentieri pericolosi sopra degli strapiombi e percorribili con funi, difficilmente raggiungibili dai più anziani.”

Le soluzioni in atto: Gianpaolo e Lorenzo contro la siccità in Liguria

Allo sperimentare praticamente il cambiamento climatico nei loro progetti, i ragazzi della Wild Farm vogliono intervenire direttamente per andare a contrastare la siccità.

Dal punto di vista operativo, fin dall’inizio i ragazzi hanno utilizzato un impianto di irrigazione a goccia, combinandolo con sistemi agroforestali. “I tubi che abbiamo utilizzato hanno un buco ogni 30 cm. Abbiamo deciso di piantare sotto i limoni anche diversi ortaggi tra cui pomodori, melanzane, friggitelli e cipolle. In questo modo puntiamo a sprecare meno terra o acqua possibile, evitando la monocultura,” racconta Gianpaolo. Dal prossimo anno, i ragazzi vorrebbero introdurre anche il telo pacciamante per sprecare ancora meno acqua e mantenere il terreno più umido.

Dal punto di vista istituzionale, Lorenzo e Gianpaolo sono entrati a far parte del Consiglio nel Consorzio Irriguo con l’obiettivo di portare avanti progetti di ripristino e miglioramento degli impianti. “Con l’aiuto di un ingegnere stiamo scrivendo un progetto per rimettere in sesto le tubazioni del Paese, da presentare al Parco Nazionale per contrastare la perdita e lo spreco di acqua, inserendo elettrovalvole e controlli elettronici. Vogliamo creare un impianto che porti più acqua e creare delle zone di stoccaggio per tenere da parte acqua durante l’inverno per prepararci all’estate che verrà, che sarà sicuramente peggio di quella attuale.”

Un’altra soluzione fondamentale promossa dai ragazzi è la sensibilizzazione della comunità per introdurre nuovi metodi di irrigo e promuovere l’utilizzo d’acqua responsabile. “Ci sono ancora alcuni agricoltori che aprono le manichette come fossero idranti. In questo paesino di 300 abitanti, è dura far cambiare le abitudini, soprattutto dei più anziani. Ma il cambiamento comincia da noi e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione.”

Fonti articolo:

Intervista con Gianpaolo Andreotti e Lorenzo Galletti, fondatori della Wild Farm Cürnigia, 17 agosto 2022.

· Aggiornato il 1 settembre 2023

Articoli correlati

Tutto il magazine →
close

Cambia prospettiva!

Una piattaforma per il tracciamento satellitare dei nostri progetti nel mondo. Usa la tua dashboard dedicata per gestire e monitorare l’impatto che hai generato.

accedi

Accedi o registrati alla web-app

Mappa dei progetti di zeroCO2 nel mondo: 10mila alberi piantati in Guatemala

Crea la tua foresta

Pianta una foresta in un’area del mondo a tua scelta.

Scegli il progetto
Scheda di un albero di avocado piantato in Guatemala

Pianta un albero

Pianta, adotta o regala un albero. Scegli tra diverse specie.

Scegli l’albero
Area riforestata vista dal satellite con 10mila alberi piantati

Esplora la mappa

Guarda i tuoi alberi crescere dallo spazio con tecnologia satellitare.

Apri la mappa
Mani che si passano una piantina: regali aziendali con alberi

Riscatta un albero

Inserisci il tuo codice per riscattare un albero.

Riscatta il codice
close

Innova la sostenibilità della tua azienda.

Compila il modulo per ricevere una consulenza personalizzata dal nostro team di esperti.

close
close