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Prendere una posizione sul cambiamento climatico

La responsabilità politica ai tempi del cambiamento climatico

La responsabilità di ognuno di noi all’interno del cambiamento climatico si riflette anche nelle scelte di rappresentanza politica e istituzionale che noi cittadini promuoviamo. In questo articolo, troverai degli spunti critici da cui partire per riflettere sulla responsabilità dei vari attori nel complesso quadro dei cambiamenti climatici.

Alice Spada 5 min di lettura

Il perimetro della responsabilità nella crisi climatica: attori coinvolti

Nella ricerca di possibili soluzioni al cambiamento climatico, fondamentale risulta comprendere la radice multifattoriale del problema, la complessa rete di attori che ne hanno a che fare e il perimetro della responsabilità di ognuno di essi.

Secondo la 6a relazione di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il 77,1% delle emissioni di gas effetto serra in UE è attribuibile al settore energetico, seguito da un 10.55% di agricoltura per lo più intensiva, il 9.1% da processi industriali e 3.3% in gestione dei rifiuti (dati del Parlamento UE). La responsabilità storica che gravita intorno a questo settore è quindi inconfutabile: ma di chi è la colpa? Delle aziende che offrono questo servizio, delle istituzioni che lo regolano o dei cittadini che lo utilizzano?

“Di tutti e tre” afferma Emilia Piochi, Business e Partnership strategist per zeroCO2, e “la responsabilità si vede nelle azioni che si compiono nel quotidiano come singoli e come comunità, ma non solo.” Come ricalca Emilia, non possiamo dimenticarci della complessità di questa responsabilità. Se anche noi cittadini siamo co-responsabili della crisi climatica le azioni e i processi portati avanti da aziende produttrici di combustibili fossili, paesi ricchi, politici, gli ultra-ricchi hanno un peso più rilevante. Lo spiega questo approfondimento della BBC, su cui abbiamo scambiato due parole con Guido Cencini, LCA & Forestry Strategist di zeroCO2. Dall’articolo, si comprende un’amara verità: non tutti siamo responsabili della crisi climatica allo stesso modo.

La responsabilità delle istituzioni è quella di non aver previsto che questo modello avrebbe avuto dei limiti giganteschi nel suo sviluppo, dettati dal fatto che il pianeta è un’entità finita. Non possiamo creare un modello di sviluppo infinito in un pianeta con risorse limitate.

– Andrea Pesce, Ecosystem Founder di zeroCO2

La responsabilità della politica nel cambiamento climatico

Come riportato da questo articolo del Financial Times che tratta sempre della 6a relazione di valutazione del IPCC, un modo di vivere più rispettoso dell’ambiente può aiutare, ma è necessario implementare cambi strutturali profondi, in fretta, partendo proprio dal settore energetico basato su gas, petrolio e carbone. Effettivamente, a livello internazionale si sta attuando per prediligere alternative ai combustibili fossili, ma nell’attuale crisi del gas dovuta alla Guerra mossa dalla Russia all’Ucraina sembra che nei programmi politici il tema della transizione energetica sia stato dimenticato da molti partiti. Dall’articolo emerge che la politica è l’ostacolo più grande al contrastare il cambiamento climatico.

Per Andrea Pesce, Ecosystem Founder di zeroCO2, “Il confine tra la nostra responsabilità e quella delle aziende è il tema dal quale partire per capire le istituzioni che cosa hanno fatto fino ad oggi. Perché le istituzioni sono a un livello più in alto e hanno un potere gigante: quello di mettere dei limiti che si applicano ai cittadini e che si applicano alle aziende. In un sistema liberista come il nostro, quei limiti li mette Lo Stato.”

“Leggendo, per esempio, i programmi politici italiani delle ultime elezioni del 25 settembre 2022, la questione ambientale sembra secondaria. Le proposte sono sempre troppo prudenti rispetto all’urgenza e all’ineluttabilità della crisi climatica in atto,” afferma Emilia.

Un gruppo di venti scienziati ed esperti di politiche sul clima e l’energia del Climate Italian Network hanno elaborato l’Indice di Impegno Climatico per le Elezioni Politiche 2022, valutando i programmi elettorali dei diversi partiti in base a 10 criteri prestabiliti. I risultati, ripresi da vari quotidiani nazionali, ci mostrano che nonostante la scarsità di proposte in tema ambientale, i partiti non sono tutti uguali: all’ultimo posto troviamo la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia, Noi moderati) seguita dal Terzo Polo di Renzi e Calenda. La sufficienza è raggiunta dal M5s di Conte, mentre il programma della coalizione di centrosinistra (Europa Verde, Sinistra Italiana e PD) raggiunge il più alto indice di impegno climatico.

Prendere posizione nella crisi climatica: la responsabilità delle nostre scelte

Se spostiamo il focus dal concetto di colpa a quello di responsabilità, l’ago della bilancia passa dalla critica passiva alla ricerca attiva di soluzioni comprendendo il ruolo di ogni attore.

Ora che siamo chiamati a votare nelle elezioni del 25 settembre 2022, è fondamentale tenere conto delle complesse strutture di potere e del peso che le scelte – nostre e dei governi – hanno nel promuovere o ostacolare l’elaborazione di direttive e azioni per contrastare il cambiamento climatico.

Per Andrea, la colpa è di tutti, ma l’end user è di certo quello che ha la responsabilità maggiore. “Perché il singolo cittadino è colui che accende una cosa e la spegne; è colui che viaggia o non viaggia; è colui che fa una scelta piuttosto che un’altra.

L’azienda ti sta offrendo quel servizio, ma tu puoi non comprarlo. Quale cittadino oggi – dimenticandoci un attimo della parte economica – si mette un limite al consumo di energia? Un cittadino consapevole: lo stesso cittadino consapevole che in una democrazia rappresentativa come la nostra andrebbe a votare un rappresentante più o meno attento all’ambiente. Ogni volta che ognuno di noi fa una scelta, genera un impatto.”

Come ricalca Guido, “a un problema sistemico si deve rispondere con un insieme di soluzioni complementari altrettanto sistemiche. Noi singoli dovremmo prendere consapevolezza per fare le nostre scelte: c’è sempre un’alternativa.” Queste soluzioni partono dalle scelte quotidiane di ognuno di noi, che si tramutano anche nella rappresentanza politica che scegliamo.

Siamo chiamati a prendere una posizione, godendo del privilegio di scegliere: facciamolo.

· Aggiornato il 29 agosto 2023

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