CSRD 2025: cosa cambia con il pacchetto Omnibus e come prepararsi
Il nuovo pacchetto Omnibus modifica in modo sostanziale la CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive, alleggerendo gli obblighi di rendicontazione ESG per molte aziende e introducendo soglie più alte e scadenze posticipate.
A febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il pacchetto regolatorio “Omnibus”, con l’obiettivo di rendere più semplice e proporzionata l’applicazione della CSRD, della CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive, della Tassonomia UE e anche del CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism, lo strumento che tassa le emissioni incorporate in prodotti importati come acciaio, cemento e fertilizzanti. L’obiettivo è rafforzare la coerenza delle regole e semplificare gli oneri per le imprese, mantenendo alto l’impatto ambientale.. La sostenibilità rimane una priorità, ma le nuove regole sono pensate per semplificare il processo di rendicontazione, evitando carichi di lavoro eccessivi soprattutto per le PMI e le aziende con meno risorse.
L’importanza del report di sostenibilità per le aziende di oggi
Il report di sostenibilità è lo strumento attraverso cui le aziende misurano e comunicano in modo trasparente i propri impatti non finanziari. È un documento strategico, che permette di rendicontare le performance in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG) e di rispondere alle aspettative di stakeholder sempre più attenti: investitori, clienti, istituzioni, dipendenti.
Con l’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive, questo documento è diventato obbligatorio per un numero crescente di imprese. Tuttavia, possiamo affermare con certezza che, al di là degli obblighi normativi, redigere un bilancio di sostenibilità è una scelta che genera valore.
Perché consente non solo di accedere più facilmente a capitali, dato che molti investitori oggi pongono criteri ESG come condizione per allocare fondi, ma anche di posizionarsi in modo credibile in mercati sempre più sensibili alla responsabilità sociale e ambientale. È un’opportunità per rafforzare il brand, attrarre nuovi clienti, costruire fiducia e, soprattutto, dimostrare con i fatti l’impegno verso un modello di sviluppo più equo e resiliente.
Cosa prevede il pacchetto Omnibus: verso la semplificazione del reporting ESG
Con l’approvazione del pacchetto Omnibus, la Commissione Europea mira ha introdurre modifiche sostanziali alla CSRD, per rendere la normativa più accessibile, soprattutto per le PMI.
Ecco le principali novità della Direttiva Omnibus 2025:
Le imprese che rientrano nella seconda e terza fase di applicazione della CSRD, tra cui la maggior parte delle PMI, avranno due anni in più per adeguarsi. Quindi la rendicontazione obbligatoria inizierà nel 2028 o 2029, anziché nel 2026 o 2027 come previsto in origine (Stop the Clock, la Direttiva UE 2025/794 entrata in vigore il 17 aprile 2025).
Il numero di informazioni che le aziende dovranno inserire nei report di sostenibilità sarà ridotto: si stima un taglio del 25% per le grandi imprese e del 35% per le PMI quotate. L’obiettivo è alleggerire il carico burocratico e concentrarsi solo sui dati davvero rilevanti.
Per essere obbligate alla rendicontazione, le aziende dovranno superare una nuova soglia di 1000 dipendenti (contro i 250 previsti inizialmente), insieme ad altri requisiti economici.
La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) verrà applicata solo ai fornitori diretti dell’azienda, escludendo i partner della catena di fornitura indiretta. Inoltre, i controlli dovranno essere aggiornati ogni 5 anni, e non più ogni anno. Anche qui, l’entrata in vigore è prevista a partire dal 2028.
Le aziende con una quota di fatturato “green” inferiore al 10% avranno obblighi più leggeri nella rendicontazione legata alla EU Taxonomy, evitando di dover fornire dettagli eccessivi su attività marginali.
Tutte queste modifiche puntano a semplificare, ma non eliminano l’esigenza di attrezzarsi: la sostenibilità aziendale resta un asset strategico e la trasparenza in ambito ESG sarà sempre più richiesta, anche fuori dagli obblighi normativi.
Dalla CSRD alla Omnibus: come affrontare la transizione verso il nuovo reporting ESG
Le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus segnano un passo importante verso una razionalizzazione del quadro normativo europeo sulla sostenibilità. Tuttavia, il percorso non è ancora concluso: il testo dovrà affrontare l’iter legislativo tra Parlamento e Consiglio UE e, anche una volta approvato, serviranno tempi tecnici per l’attuazione da parte dei singoli Stati membri.
In Italia, per esempio, la CSRD è già stata recepita con il decreto legislativo n. 125/2024, mentre la Direttiva sulla due diligence (CSDDD) dovrà essere recepita entro luglio 2026. Questo significa che alcune disposizioni sono già pienamente in vigore, mentre altre sono ancora in fase di definizione.
In questo scenario, molte aziende si trovano in una fase di transizione: da un lato si discute della semplificazione, dall’altro permangono obblighi già vincolanti. Per questo motivo è fondamentale non aspettare, ma cominciare fin da subito ad attrezzarsi per affrontare con lucidità le evoluzioni in corso.
Come redigere un bilancio di sostenibilità a prova di Omnibus? Ti aiutiamo noi di zeroCO2
Con le istituzioni europee che discutono intensamente, giorno dopo giorno, (il pacchetto Omnibus dovrebbe essere recepito dagli Stati membri nella sua versione definitiva entro il 31 dicembre 2025), appare chiaro come lo scenario al momento sia più che semplificato, confuso.
Sustainability Manager, noi di zeroCO2 siamo qui per aiutarti a redigere il tuo bilancio di sostenibilità. Ti supporteremo nel tuo percorso di rendicontazione ESG aiutandoti a comprendere quali sono le novità, quali dati diventano centrali, e quali strumenti o partner adottare per rispondere in modo efficace alle nuove esigenze di tracciabilità, materialità e coerenza dei report.
Non perdere altro tempo, fatti trovare pronto per le sfide del futuro.
CSRD 2025, perché prepararsi sin da ora
Ridurre i rischi legati a ritardi o interventi disorganici in prossimità delle scadenze.
Ottenere un vantaggio competitivo, anticipando le richieste di stakeholder sempre più attenti ai criteri ESG.
Integrare per tempo strumenti e partner, evitando costi maggiori dovuti a corse dell’ultimo minuto.


