close
Piantine mangrovie

Il Bilancio di Sostenibilità: cos’è, come redigerlo e i benefici per le aziende

Il report di sostenibilità non è più obbligatorio per tutte le imprese che si pensava dovessero rendicontare: dopo l’Omnibus la CSRD riguarda solo quelle con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato. Per tutte le altre resta una scelta strategica, e lo standard VSME rende più semplice farla.

Scopriamo insieme cos’è il bilancio di sostenibilità, quali sono le caratteristiche che deve avere un report di sostenibilità di qualità e quali aziende sono tenute a redigerlo, nel nostro articolo.

Redazione di zeroCO2 12 min di lettura

Il bilancio di sostenibilità è obbligatorio nel 2026-2027?

In breve: nel 2026 è obbligatorio per le grandi imprese già soggette alla CSRD; dall’esercizio 2027 solo per quelle con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato netto.

Dopo l’Omnibus (Direttiva UE 2026/470, pubblicata il 26 febbraio 2026) il quadro è questo:

Tipo di impresaObbligo di rendicontazione CSRDCosa fare
Imprese della prima ondata (grandi enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti, soggetti dall'esercizio 2024)Restano tenute per gli esercizi 2025 e 2026; gli Stati membri possono esentare quelle sotto le nuove soglie (in Italia non ancora, perché manca il recepimento)Proseguire la rendicontazione e verificare la propria posizione rispetto alle nuove soglie
Altre imprese sopra le nuove soglie (1.000 dipendenti e 450 M€)Nuovo perimetro dall'esercizio che inizia il 1° gennaio 2027Avviare analisi di doppia materialità e raccolta dati
Imprese extra-UERicavi nell'UE oltre 450 M€ e una controllata o succursale UE con ricavi oltre 200 M€ (condizioni cumulative)Verificare i ricavi nell'UE del gruppo e delle sue controllate
PMI (anche quotate) e imprese sotto le soglieNessun obbligo direttoValutare lo standard volontario VSME (vedi sotto)

Per i dettagli su soglie, scadenze e standard ESRS semplificati leggi la guida alla Direttiva CSRD: obblighi, soglie e scadenze e l’approfondimento sul pacchetto Omnibus. In Italia la CSRD è in vigore con il D.Lgs. 125/2024; a ottobre 2026 l’Italia non ha ancora recepito l’Omnibus I.

Cos’è il Bilancio Sostenibilità o ESG e a cosa serve?

Il Bilancio di Sostenibilità, detto anche Report di Sostenibilità o ESG Report, è uno strumento di reporting per misurare e comunicare in maniera trasparente gli impatti non finanziari dell’azienda, allineandoli agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU e agli standard internazionali.

Si tratta dunque di un documento strategico attraverso il quale le organizzazioni, per rispondere alle esigenze di clienti, investitori e altri stakeholder, comunicano le proprie performance ESG, dove l’acronimo inglese sta a indicare Ambiente, Sociale e Governance, che sono i tre grandi pilastri della sostenibilità.

Con l’introduzione della CSRD, il Report di Sostenibilità diventa obbligatorio per un numero crescente di imprese, per le imprese che rientrano nel perimetro della CSRD, definito dopo l’Omnibus (vedi sopra), e richiede la rendicontazione di temi quali per esempio le emissioni di gas serra, la parità di genere, la governance aziendale, utilizzando gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). La CSRD prevede inoltre la revisione indipendente dei report e il loro formato digitale standardizzato in ESEF/XHTML.

Perché redigere il Bilancio di Sostenibilità è importante?

L’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la nuova direttiva europea che obbliga le aziende a comunicare in modo trasparente e standardizzato il proprio impatto ambientale e sociale ampliando il raggio d’azione rispetto alla precedente direttiva NFRD, ha ampliato le categorie di aziende che rientrano nel perimetro dalla CSRD.

Il perimetro della CSRD si è ridotto in modo sostanziale con l’Omnibus; la richiesta di dati continuerà però ad arrivare a molte imprese più piccole attraverso clienti e banche (vedi anche la voce bilancio di sostenibilità nel glossario).

La redazione del Report ESG è certamente una grande sfida per tutte quelle aziende soggette all’obbligo di rendicontazione dei propri impatti sociali, ambientali e di governance, ma e anche per quelle non soggette a tali requisiti, aumentando il numero di aziende che ricercheranno informazioni dettagliate dai propri fornitori.

Ma pubblicare il proprio Bilancio di Sostenibilità è anche un’importante opportunità per consolidare l’immagine del proprio brand, attrarre investitori e fidelizzare i clienti sempre più attenti alle questioni ESG, attraverso la condivisione dei risultati raggiunti nella salvaguardia del Pianeta e nella creazione di una società più equa, inclusiva e solidale.

I vantaggi di redigere il Bilancio di Sostenibilità

Non solo un documento obbligatorio per alcune categorie di imprese, il Bilancio di Sostenibilità può trasformarsi in una leva di marketing aziendale, creando valore aggiunto per le organizzazioni.

È bene sottolineare come anche per le PMI non quotate, la rendicontazione volontaria (in questo caso) rappresenti un’opportunità strategica per accedere a mercati, finanziamenti e rafforzare la fiducia degli stakeholder, contribuendo a un’economia più sostenibile e resiliente.

Diversi infatti sono i vantaggi connessi alla pubblicazione dell’ESG Report, di cui ti parliamo qui sotto.

Rafforzare la reputazione aziendale

Consolidare la reputazione aziendale è i principali vantaggi degli sforzi verso la sostenibilità da parte delle aziende.

Lo rivela il CEO Sustainability Report 2024 di Deloitte: per il 36% degli oltre 2.000 C-level intervistati il riconoscimento e reputazione del marchio è uno dei principali benefici annessi alla pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità.

Redigere un Report di Sostenibilità consente alle aziende di dimostrare il proprio impegno verso pratiche responsabili e trasparenti. Comunicare i risultati ottenuti in termini di impatto ambientale, sociale e di governance migliora la percezione dell’azienda presso il pubblico e gli stakeholder. Una solida reputazione può tradursi in una maggiore fiducia da parte dei consumatori e delle comunità locali.

Differenziarsi dalla concorrenza

Il Bilancio di Sostenibilità può fungere da elemento distintivo in un contesto altamente competitivo.

Mentre molte aziende si limitano a promuovere prodotti e servizi, quelle che comunicano in modo efficace le proprie iniziative di sostenibilità Il Bilancio di Sostenibilità può fungere da elemento distintivo in un contesto altamente competitivo. Mentre molte aziende si limitano a promuovere prodotti e servizi, quelle che comunicano in modo efficace le proprie iniziative di sostenibilità si posizionano come organizzazioni responsabili e innovative. Questa differenziazione può essere determinante nella scelta dei clienti, specialmente tra le nuove generazioni, sempre più attente ai temi ambientali.. Questa differenziazione può essere determinante nella scelta dei clienti, specialmente tra le nuove generazioni, sempre più attente ai temi ambientali.

Attrarre investitori attenti alla sostenibilità e all’innovazione

Gli investitori sono sempre più interessati alle performance ESG delle aziende.

Stando infatti a quanto rilevato dallo studio globale Investor trust in sustainability data realizzato da Deloitte e The Fletcher School della Tufts University che ha coinvolto oltre 1.000 asset owner, asset manager e altri rappresentanti del top management, l’83% degli investitori intervistati incorpora informazioni sulla sostenibilità nelle analisi fondamentali e il 79% ha adottato politiche di sostenibilità, rispetto al 20% di cinque anni fa. Un Bilancio di Sostenibilità ben strutturato e dettagliato diventa così un elemento chiave per attrarre capitali da parte di fondi etici e investitori istituzionali. Dimostrando un approccio proattivo alla gestione dei rischi legati alla sostenibilità, l’azienda migliora la sua attrattività e le sue opportunità di finanziamento.

Fidelizzare e coinvolgere i clienti

Secondo il sondaggio CEO Outlook 2024 di KPMG, realizzato raccogliendo le opinioni di più di 1.300 CEO delle più grandi aziende al mondo, il 50% dei CEO italiani ritiene che la strategia ESG abbia un forte impatto sulla costruzione di relazioni con i clienti e di un’immagine positiva del brand.

Le persone vogliono sentirsi parte di qualcosa di più grande. Rendere noti gli sforzi aziendali verso un futuro più sostenibile rafforza il legame emotivo tra il marchio e i consumatori. Condividere obiettivi e progressi in modo trasparente crea un dialogo che non solo fidelizza i clienti attuali, ma attira anche nuovi target.

Le sfide dell’ESG Reporting

Sebbene dunque i vantaggi connessi alla redazione del Bilancio di Sostenibilità siano tali da spingere le organizzazioni a guardare all’attività di reporting più come a un’opportunità che a una sfida, tuttavia ci sono degli aspetti che risultano a oggi particolarmente complessi per le aziende che si stanno approcciando all’analisi e monitoraggio delle proprie performance ESG.

Sempre secondo il sondaggio KPMG, il 30% dei CEO ritiene che il più grande ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi climatici sia la complessità rappresentata dalla decarbonizzazione della propria supply chain, un problema ulteriormente aggravato dalle attuali tensioni geopolitiche in tutto il mondo con impatto sulle principali rotte commerciali globali. Questo naturalmente si riflette in quella parte del Bilancio di Sostenibilità specificatamente dedicata alla rendicontazione delle emissioni di Scope 3 che comprendono tutte le emissioni indirette che si verificano lungo l’intera catena del valore di un’azienda, sia a monte che a valle delle sue attività. La complessità della raccolta dati, la mancanza di controllo diretto e la necessità di collaborazioni strutturate rendono questo processo la sfida maggiore per molte organizzazioni impegnate nel redigere il Bilancio di Sostenibilità. Gli obiettivi sullo Scope 3 sono anche al centro della Science Based Targets initiative: vedi SBTi e obiettivi di riduzione.

Cosa rende un Bilancio di Sostenibilità credibile?

La credibilità di un Bilancio di Sostenibilità si basa su diversi aspetti fondamentali che ne determinano l’affidabilità e il valore.

Prima di tutto, è essenziale che il report sia trasparente, ovvero che fornisca dati completi, chiari e facilmente verificabili, in modo da consentire ai lettori di comprendere appieno le attività e le performance dell’organizzazione.

Inoltre, il documento deve seguire gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) standard riconosciuti a livello internazionale sviluppati dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) che garantiscono un approccio metodologico rigoroso e comparabile.

Un altro elemento cruciale, per le imprese soggette alla CSRD, è la verifica indipendente, che consiste nel sottoporre il report a un processo di assurance esterna per certificare la veridicità e la correttezza dei dati presentati. Questo passaggio aggiunge un ulteriore livello di fiducia per gli stakeholder.

Infine, il Bilancio di sostenibilità deve essere coerente, ovvero capace di integrare in modo organico e armonioso sia le informazioni di natura finanziaria che quelle non finanziarie, creando un quadro complessivo che rifletta l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità in tutte le sue dimensioni.

Bilancio di sostenibilità per le PMI: lo standard volontario VSME

In breve: il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard) è lo standard europeo volontario per le PMI non quotate, elaborato da EFRAG, raccomandato dalla Commissione a luglio 2025 e da settembre 2026 adottato come standard volontario UE (Regolamento delegato UE 2026/1560). Permette di rendicontare la sostenibilità senza applicare gli ESRS, pensati per le grandi imprese.

Perché interessa anche se non sei obbligato:

  • Clienti e banche hanno bisogno di dati ESG dai fornitori e dai finanziati: il VSME offre un formato unico invece di decine di questionari diversi.
  • Dopo l’Omnibus, le imprese con fino a 1.000 dipendenti nella catena del valore di un’impresa obbligata possono rifiutare di fornire informazioni oltre quelle dello standard volontario, se richieste per il report CSRD del cliente.
  • È proporzionato: due moduli, uno Basic con le informazioni essenziali e uno Comprehensive con dettagli aggiuntivi richiesti da banche e investitori.

Cosa si rendiconta: il modulo Basic copre le informazioni essenziali, tra cui energia ed emissioni di gas serra (Scope 1 e 2), inquinamento, biodiversità, acqua, rifiuti, forza lavoro, salute e sicurezza, anticorruzione. Il modulo Comprehensive, che presuppone il Basic, aggiunge informazioni più dettagliate.

Da dove partire: il dato più richiesto, e di solito il più difficile da produrre, è quello sulle emissioni. Calcola la carbon footprint della tua azienda per avere i valori di Scope 1 e 2 e, se serve, una stima dello Scope 3 (vedi la guida alle emissioni Scope 3).

Quanto costa redigere un Bilancio di Sostenibilità?

Redigere un Bilancio di Sostenibilità può comportare costi variabili, influenzati dal livello di complessità del documento, dalla grandezza dell’azienda e dall’approccio scelto.

Affidarsi a risorse interne richiede un team competente e dedicato, con una spesa significativa in termini di formazione e tempo. L’alternativa consiste nell’incaricare una società esterna, come consulenti o agenzie specializzate. Sebbene questa seconda soluzione comporti costi generalmente più alti, tuttavia garantisce un risultato più strutturato e conforme agli standard internazionali. I costi variano a seconda della realtà alla quale si sceglie di affidarsi.

L’utilizzo di un software di rendicontazione di sostenibilità, sia da parte dell’azienda chiamata a rendicontare il proprio impegno ESG, come da parte della società esterna alla quale si è scelto di affidare l’attività di reporting, consente di ridurre sensibilmente i costi, poiché automatizza molte attività ripetitive e semplifica la raccolta e l’elaborazione dei dati, consentendo di concentrarsi sull’analisi e sulla strategia. Inoltre, i software ESG moderni offrono vantaggi significativi: maggiore precisione, tracciabilità delle informazioni, aggiornamenti continui sugli standard di sostenibilità e una migliore integrazione dei dati aziendali, rendendo l’intero processo più rapido, accurato e, come detto, meno oneroso.

Domande frequenti sul bilancio di sostenibilità

Nel 2026 sì, per le grandi imprese già soggette alla CSRD; dall’esercizio 2027 solo per quelle con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato netto. Le PMI non hanno obblighi diretti.

· Aggiornato il 19 ottobre 2026

Articoli correlati

Tutto il magazine →
close

Cambia prospettiva!

Una piattaforma per il tracciamento satellitare dei nostri progetti nel mondo. Usa la tua dashboard dedicata per gestire e monitorare l’impatto che hai generato.

accedi

Accedi o registrati alla web-app

Mappa dei progetti di zeroCO2 nel mondo: 10mila alberi piantati in Guatemala

Crea la tua foresta

Pianta una foresta in un’area del mondo a tua scelta.

Scegli il progetto
Scheda di un albero di avocado piantato in Guatemala

Pianta un albero

Pianta, adotta o regala un albero. Scegli tra diverse specie.

Scegli l’albero
Area riforestata vista dal satellite con 10mila alberi piantati

Esplora la mappa

Guarda i tuoi alberi crescere dallo spazio con tecnologia satellitare.

Apri la mappa
Mani che si passano una piantina: regali aziendali con alberi

Riscatta un albero

Inserisci il tuo codice per riscattare un albero.

Riscatta il codice
close

Innova la sostenibilità della tua azienda.

Compila il modulo per ricevere una consulenza personalizzata dal nostro team di esperti.

close
close