CSRD: cosa cambia con il pacchetto Omnibus (aggiornato a ottobre 2026)
Il nuovo pacchetto Omnibus modifica in modo sostanziale la CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive, alleggerendo gli obblighi di rendicontazione ESG per molte aziende e introducendo soglie più alte e scadenze posticipate.
A febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il pacchetto regolatorio “Omnibus”, con l’obiettivo di rendere più semplice e proporzionata l’applicazione della CSRD, della CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive, della Tassonomia UE e anche del CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism (vedi CBAM, cos’è e cosa devono fare le aziende), lo strumento che tassa le emissioni incorporate in prodotti importati come acciaio, cemento e fertilizzanti. L’obiettivo è rafforzare la coerenza delle regole e semplificare gli oneri per le imprese, mantenendo alto l’impatto ambientale. La sostenibilità rimane una priorità, ma le nuove regole sono pensate per semplificare il processo di rendicontazione, evitando carichi di lavoro eccessivi soprattutto per le PMI e le aziende con meno risorse.
L’importanza del report di sostenibilità per le aziende di oggi
Il report di sostenibilità è lo strumento attraverso cui le aziende misurano e comunicano in modo trasparente i propri impatti non finanziari. È un documento strategico, che permette di rendicontare le performance in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG) e di rispondere alle aspettative di stakeholder sempre più attenti: investitori, clienti, istituzioni, dipendenti.
Con l’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive, questo documento è diventato obbligatorio per un numero crescente di imprese. Tuttavia, possiamo affermare con certezza che, al di là degli obblighi normativi, redigere un bilancio di sostenibilità è una scelta che genera valore.
Perché consente non solo di accedere più facilmente a capitali, dato che molti investitori oggi pongono criteri ESG come condizione per allocare fondi, ma anche di posizionarsi in modo credibile in mercati sempre più sensibili alla responsabilità sociale e ambientale. È un’opportunità per rafforzare il brand, attrarre nuovi clienti, costruire fiducia e, soprattutto, dimostrare con i fatti l’impegno verso un modello di sviluppo più equo e resiliente.
Cosa prevede il pacchetto Omnibus: verso la semplificazione del reporting ESG
Con l’approvazione del pacchetto Omnibus, la Commissione Europea mira ha introdurre modifiche sostanziali alla CSRD, per rendere la normativa più accessibile, soprattutto per le PMI.
Ecco le principali novità della Direttiva Omnibus 2025:
Le imprese che rientrano nella seconda e terza fase di applicazione della CSRD, tra cui la maggior parte delle PMI, avranno due anni in più per adeguarsi. Quindi la rendicontazione obbligatoria inizierà nel 2028 o 2029, anziché nel 2026 o 2027 come previsto in origine (Stop the Clock, la Direttiva UE 2025/794 entrata in vigore il 17 aprile 2025).
Il numero di informazioni che le aziende dovranno inserire nei report di sostenibilità sarà ridotto: si stima un taglio del 25% per le grandi imprese e del 35% per le PMI quotate. L’obiettivo è alleggerire il carico burocratico e concentrarsi solo sui dati davvero rilevanti.
Per essere obbligate alla rendicontazione, le aziende devono avere più di 1.000 dipendenti e più di 450 milioni di euro di fatturato netto (Direttiva UE 2026/470).
La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) si applicherà alle imprese con oltre 5.000 dipendenti e oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato. La mappatura riguarda tutta la catena di attività, con un approccio basato sul rischio: la priorità ai partner diretti vale solo a parità di probabilità o gravità degli impatti. Gli Stati membri devono recepirla entro il 26 luglio 2028 e le regole si applicano dal 26 luglio 2029. È stato inoltre abrogato l’obbligo, previsto dalla CSDDD, di adottare un piano di transizione climatica.
Tutte queste modifiche puntano a semplificare, ma non eliminano l’esigenza di attrezzarsi: la sostenibilità aziendale resta un asset strategico e la trasparenza in ambito ESG sarà sempre più richiesta, anche fuori dagli obblighi normativi.
Per un quadro completo di chi è obbligato oggi e di cosa rendicontare, consulta la guida alla Direttiva CSRD e agli obblighi di rendicontazione CSRD.
Dalla CSRD alla Omnibus: come affrontare la transizione verso il nuovo reporting ESG
Le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus segnano un passo importante verso una razionalizzazione del quadro normativo europeo sulla sostenibilità. L’iter si è concluso con la pubblicazione della Direttiva (UE) 2026/470 il 26 febbraio 2026; gli Stati membri devono recepirla entro il 19 marzo 2027.
In Italia, per esempio, la CSRD è già stata recepita con il decreto legislativo n. 125/2024, mentre la Direttiva sulla due diligence (CSDDD), come modificata dall’Omnibus I, dovrà essere recepita entro il 26 luglio 2028 e si applicherà dal 26 luglio 2029. Questo significa che alcune disposizioni sono già pienamente in vigore, mentre altre sono ancora in fase di definizione.
In questo scenario, molte aziende si trovano in una fase di transizione: da un lato la semplificazione è stata approvata ma deve ancora essere recepita, dall’altro permangono obblighi già vincolanti. Per questo motivo è fondamentale non aspettare, ma cominciare fin da subito ad attrezzarsi per affrontare con lucidità le evoluzioni in corso.
CSRD 2025, perché prepararsi sin da ora
In un mercato in cui la sostenibilità è sempre più determinante per attrarre capitale, talenti e fiducia, le aziende che si muovono per tempo saranno anche quelle in grado di raccontare con maggiore credibilità il proprio impegno ESG.
Ridurre i rischi legati a ritardi o interventi disorganici in prossimità delle scadenze.
Ottenere un vantaggio competitivo, anticipando le richieste di stakeholder sempre più attenti ai criteri ESG.
Integrare per tempo strumenti e partner, evitando costi maggiori dovuti a corse dell’ultimo minuto.
Come redigere un bilancio di sostenibilità a prova di Omnibus? Ti aiutiamo noi di zeroCO2
L’iter si è concluso con la pubblicazione della Direttiva (UE) 2026/470 il 26 febbraio 2026; gli Stati membri devono recepirla entro il 19 marzo 2027.
Sustainability Manager, noi di zeroCO2 siamo qui per aiutarti a redigere il tuo bilancio di sostenibilità. Ti supporteremo nel tuo percorso di rendicontazione ESG aiutandoti a comprendere quali sono le novità, quali dati diventano centrali, e quali strumenti o partner adottare per rispondere in modo efficace alle nuove esigenze di tracciabilità, materialità e coerenza dei report.
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