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1 milione di euro raccolti per il futuro dei crediti di carbonio

Il round bridge consentirà di accelerare lo sviluppo dell’infrastruttura digitale basata su Intelligenza Artificiale e dati satellitari che riduce del 70% i tempi di certificazione dei crediti di carbonio e destina fino al 50% dei ricavi alle comunità agricole del Sud del mondo.

Redazione di zeroCO2 3 min di lettura

Milano, 7 luglio 2026 – zeroCO2 annuncia la raccolta di un round bridge da 1 milione di euro.

All’operazione hanno partecipato NTT DATA Italia, partner tecnologico per lo sviluppo di Selva, e CDP Venture Capital, tramite StyleIT programma FashionTech della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital SGR, sviluppato insieme a Startupbootcamp e GELLIFY.

Le risorse raccolte consentiranno di accelerare lo sviluppo di Selva, la piattaforma proprietaria di Monitoring, Reporting & Verification digitale (dMRV) per la generazione di crediti di carbonio di alta qualità, che integra Intelligenza Artificiale e dati satellitari.

Con oltre 2 milioni di alberi piantati, 600 aziende clienti e 200 comunità agricole coinvolte in tre continenti, zeroCO2 affronta questa nuova fase forte di una solida esperienza maturata sul campo. Grazie a Selva, l’azienda evolve il proprio modello di business diventando un operatore end-to-end per la generazione, la misurazione e la gestione di crediti di carbonio ad alta integrità.

Sviluppata in collaborazione con NTT DATA Italia, con il supporto metodologico dell’Università degli Studi di Firenze (UNIFI) e di ESA BIC, l’incubatore dell’Agenzia Spaziale Europea, Selva supera i tradizionali modelli di verifica basati sul campionamento statistico, introducendo un sistema di monitoraggio continuo delle aree forestali attraverso immagini satellitari e Intelligenza Artificiale.

I risultati sono concreti: una riduzione del 70% dei tempi di certificazione e un significativo abbattimento dei costi, intervenendo su quello che oggi rappresenta uno dei principali ostacoli all’accesso al Voluntary Carbon Market (VCM).
Al centro del modello vi è un autentico meccanismo di condivisione del valore (benefit sharing): fino al 50% dei ricavi derivanti dalla vendita dei crediti di carbonio viene redistribuito direttamente alle comunità agricole e ai proprietari terrieri del Sud del mondo. L’iniziativa colloca zeroCO2 al crocevia tra Space Tech, Intelligenza Artificiale e Climate Finance, in un mercato globale in rapida evoluzione e sempre più regolamentato.

“Viviamo un paradosso climatico: i paesi che hanno storicamente emesso di più chiedono oggi alla natura di assorbire ciò che non riescono a ridurre, e quella natura è custodita da comunità contadine e forestali nel Global South” ha dichiarato Andrea Pesce, CEO e Co-founder di zeroCO2. “Selva esiste per rendere questo scambio realmente equo e verificabile: spostare risorse economiche reali verso chi rende possibile la mitigazione, con la trasparenza che AI e dati satellitari possono garantire.”

In qualità di partner tecnologico di zeroCO2, NTT DATA Italia ha sviluppato la tecnologia alla base di Selva, realizzando l’infrastruttura backend e il motore di contabilizzazione del carbonio basato sull’Intelligenza Artificiale.

“In questi anni abbiamo lavorato al fianco di zeroCO2 con l’obiettivo di applicare AI, dati satellitari e capacità di monitoraggio continuo a una delle sfide più rilevanti della transizione climatica. Oggi rafforziamo un percorso condiviso che punta a rendere la generazione e la certificazione dei crediti di carbonio più efficiente, trasparente e accessibile, creando al tempo stesso valore per le comunità che contribuiscono alla tutela degli ecosistemi.” Ha dichiarato Maria Vittoria Trussoni, Head of Sustainability & Green Tech di NTT DATA Italia.

“Abbiamo deciso di investire in zeroCO2 perché da subito ci ha colpito la capacità del team di costruire progetti concreti di riforestazione, lavorando a stretto contatto con le comunità agricole. Con Selva, questa esperienza si traduce in un sistema più strutturato, che utilizza dati satellitari e modelli avanzati per monitorare in modo continuo le aree forestali e migliorare la certificazione dei crediti di carbonio. L’approccio pragmatico con cui stanno semplificando processi ancora complessi e poco accessibili, e l’obiettivo di redistribuire valore alle comunità locali rendono questo modello efficace, equo e sostenibile nel lungo periodo”, ha dichiarato Stefano Molino, Responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital

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