L’ultimo grande raffreddamento

Durante gli ultimi 2,6 milioni di anni –  il “Periodo Quaternario” –, il clima della Terra è oscillato molte volte tra stati glaciali e interglaciali. Nell’ultimo milione di anni, ci sono state grandi ere glaciali e interglaciali con una periodicità di circa 100.000 anni e il sistema Terra ha trascorso più tempo in fasi fredde rispetto al passato. Attualmente siamo in un periodo interglaciale, iniziato con l’Olocene, 11.500 anni fa. 

Queste variazioni cicliche sono guidate dai cambiamenti nell’orbita terrestre intorno al sole e sono parte naturale del sistema Terra. È perciò importante confrontare le tendenze attuali con quelle del passato.

 

Una brusca inversione di marcia

Un rapido riscaldamento è stato misurato a partire dal 1800. La Terra si è riscaldata in media di 0,6 ± 0,2°C durante il ventesimo secolo (Figura 1). E nel 2019 la temperatura media globale è stata di 0,95°C al di sopra della media del ventesimo secolo. I cinque anni più caldi registrati si sono tutti verificati dal 2015.

Per capire la portata del cambiamento, è importante avere una visione a lungo termine. La temperatura degli ultimi 200 anni è molto più alta di quando i romani facevano il vino nel sud dell’Inghilterra. Tuttavia, ciò che è veramente preoccupante è il tasso di cambiamento. Le temperature sono aumentate molto più bruscamente nell’ultimo secolo che in qualsiasi altro momento degli ultimi 2000 anni. (Figura 2).

In un contesto temporale a lungo termine, la temperatura della Terra risulta anomala. Negli ultimi 100 anni, si è invertita una tendenza al raffreddamento iniziata circa 5000 anni fa per avvicinarsi alle temperature più calde degli ultimi 11.000 anni (Figura 3). Inoltre, i modelli climatici prevedono che la Terra supererà le temperature più calde dell’Olocene entro il 2100.

Il ruolo dell’anidride carbonica

L’anidride carbonica è un fattore chiave nel cambiamento climatico. Un rapporto dell’IPCC ha dichiarato che le emissioni globali di gas serra dovute alle attività umane sono cresciute dall’epoca preindustriale, con un aumento del 70% tra il 1970 e il 2004. 

Tale aumento è dovuto principalmente all’uso di combustibili fossili. L’anidride carbonica e altri gas atmosferici si combinano con i cambiamenti nella copertura del suolo e nella radiazione solare guidando il cambiamento climatico.

 

Un impatto profondo 

Nuove ricerche suggeriscono che l’impatto degli esseri umani sul pianeta stia ritardando quando la Terra dovrebbe scendere nella sua prossima era glaciale. Mentre ciò sarebbe potuto accadere naturalmente tra 50.000 anni in assenza di emissioni, è improbabile che si avrà un’era glaciale per i prossimi 100.000 anni a causa della CO2 che immettiamo nell’atmosfera.

Nonostante ad un primo impatto possa interessarci pressoché nulla se un’era glaciale per noi molto lontana verrà ritardata, tali risultati mostrano quanto profondo sia l’impatto che gli esseri umani stanno avendo sul Pianeta. Anche se la rivoluzione industriale ha solo pochi secoli, le emissioni causate dall’uomo altereranno il clima per decine o centinaia di migliaia di anni.

La conoscenza del clima del passato dovrebbe fornirci delle linee guida sulla variabilità naturale e sulla sensibilità del sistema Terra. Questa conoscenza dovrebbe anche aiutare a identificare i rischi associati alla sua alterazione e a capire quanto sia importante fermare questa tendenza adesso.

Scritto da: Laura Persavalli

 

Fonti:

http://www.antarcticglaciers.org/glaciers-and-climate/climate-change/

https://www.carbonbrief.org/human-emissions-will-delay-next-ice-age-by-50000-years-study-says

https://www.britannica.com/science/climate-change/Abrupt-climate-changes-in-Earth-history

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