Vuoi rendere la tua azienda meno impattante per l’ambiente?
Se stai cercando informazioni su come calcolare e ridurre l’impatto ambientale della tua azienda, di un prodotto o servizio, comprendere cos’è un calcolo LCA o Life Cycle Assessment è il primo passo da intraprendere.
In questo articolo scoprirai cosa significa LCA, ma soprattutto perché il calcolo LCA è importante per la tua azienda in termini di sostenibilità, competitività, reputazione e trasparenza.
Partiamo subito con la definizione di Life Cycle Assessment o calcolo LCA.
L’LCA è una metodologia oggettiva di valutazione e quantificazione dell’impronta ambientale associata a un prodotto, servizio o attività, lungo l’intero ciclo di vita degli stessi.
La metodologia LCA è molto versatile. Scopriamo meglio cosa si intende per ciascuna categoria:
1. LCA di prodotto
Il ciclo di vita di un prodotto comprende tutte le sue fasi di vita, includendo:
*La variabile trasporto è un intermezzo che unisce tutte le altre fasi e bisogna integrare nel calcolo. Scopri qui cosa si intende per Scope-1-2-3 in fase di rendicontazione delle emissioni.
2. LCA di servizio
Oltre che al prodotto, il metodo LCA può essere applicato anche a un servizio, come? Misurando l’impronta ambientale generata nelle diverse fasi funzionali dell’erogazione.
Per esempio, un servizio di spedizioni o e-commerce ha un’impatto ambientale in termini di emissioni di CO2e prodotte, calcolabile e riducibile anche se non relazionato a uno specifico prodotto.
3. LCA di eventi e attività
Un LCA serve anche per valutare e calcolare di impatto di attività specifiche, come per esempio gli eventi.
Di base, il calcolo LCA di eventi include nel perimetro dell’analisi le seguenti variabili:
Se vuoi sapere come funziona praticamente il calcolo LCA e la compensazione dei tuoi eventi, buone notizie.
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LCA di prodotti, servizi ed eventi: chi manca all’appello?
Già lo sai: il Life Cycle Assessment di aziende e organizzazioni. Infatti, lo studio LCA è uno strumento fondamentale in un’organizzazione o azienda per analizzare i processi e individuare le fasi che hanno maggior impatto ambientale lungo l’intera filiera produttiva di organizzazioni o aziende.
Per le aziende l’LCA ha quindi ha quindi importanza strategica, sia a livello di decision-making, sia nella definizione di obiettivi di sostenibilità volti a ridurre sistematicamente gli impatti dei propri prodotti, servizi o filiera.
Oltre ai benefici ambientali, l’LCA permette di generare una serie di vantaggi per le aziende:
Nota bene: Per poter affermare l’effettivo impatto ambientale ridotto e maggior sostenibilità di un prodotto, servizio o attività, è imprescindibile passare dal calcolo LCA, sia da un punto di vista etico che normativo.
A proposito, il caso danese dimostra come lo studio LCA sia sempre più riconosciuto come unico strumento utilizzabile per confermare i claim ambientali della propria azienda ed evitare di incorrere in sanzioni per messaggi fuorvianti. Per altro, la Commissione europea considera l’analisi del ciclo di vita il metodo più adeguato per valutare l’impatto ambiental (IPP (COM (2003) 302).
Alcuni dei campi in cui l’LCA è importante per aziende e organizzazioni sono quindi:
L’LCA analizza l’intero ciclo di vita di un prodotto, ma per il reporting delle emissioni di gas serra (Carbon Footprint aziendale), si usano gli “Scope” definiti dal GHG Protocol. Sintetizziamo di seguito gli Scope 1-2-3, perché è fondamentale per le aziende che vogliono misurare e ridurre la propria impronta climatica.
Scope 1. Emissioni dirette
Gli Scope 1 comprendono le emissioni di GHG generate direttamente dall’azienda. Le fonti principali includono la combustione di carburanti in automezzi aziendali, generatori e caldaie, i processi industriali come produzione, lavorazione e reazioni chimiche, e il riscaldamento o raffrescamento degli uffici attraverso condizionamento e illuminazione della proprietà. Queste emissioni sono quelle che l’azienda controlla direttamente e sono quindi le più facili da quantificare e ridurre.
Scope 2. Emissioni indirette energetiche
Gli Scope 2 comprendono le emissioni generate dalla produzione di energia acquistata. Le principali fonti includono l’elettricità acquistata da rete per fabbriche, uffici e negozi, il calore e la refrigerazione da teleriscaldamento e raffreddamento di rete, e il vapore industriale acquistato. Queste emissioni sono indirette ma sono legate al consumo energetico dell’azienda e rappresentano spesso una quota significativa della Carbon Footprint aziendale.
Scope 3. Altre emissioni indirette
Gli Scope 3 comprendono le emissioni generate lungo la catena del valore upstream e downstream. La parte upstream include materie prime, trasporti fornitori, business travel, commuting dei dipendenti, e esternalità. La parte downstream include l’uso dei prodotti da parte dei clienti, la fine vita come lo smaltimento, la distribuzione, gli investimenti e il franchising. Queste emissioni sono spesso le più significative in termini quantitativi, ma anche le più complesse da quantificare e ridurre perché esulano dal controllo diretto dell’azienda.
Per comprendere meglio come gli Scope si applicano nella pratica, ecco alcuni esempi concreti:
| Aspetto | LCA (ISO 14040/14044) | Carbon Footprint (ISO 14067) |
|---|---|---|
| Scope | Multi-impatto (clima, acqua, suolo, risorse, biodiversità) | Single-issue (solo gas serra GHG) |
| Obiettivo | Valutare impatti ambientali completi per decision-making strategico | Quantificare emissioni GHG per reporting climatico |
| Standard | ISO 14040/14044 (principi e requisiti) | ISO 14067 (basato su ISO 14040) |
| Unità | Diverse per categoria (kg CO2e, kg SO2e, MJ, m³, kg) | kg CO2e per unità prodotto |
| Use case | Eco-design, ottimizzazione processi, strategia sostenibilità | EPD, CDP, CSRD reporting climatico, etichettatura CO2 |
LCA include non solo i GHG (Scope 1+2+3), ma anche altre categorie di impatto ambientale come il consumo acqua in termini di quantità e impatto idrico, l’acidificazione dell’acqua (inquinamento acqua), l’eutrofizzazione dell’acqua (inquinamento da nutrienti), la deplezione delle risorse (minerali, metalli, combustibili fossili), la biodiversità (impatto ecosistemi), e la produzione di rifiuti (solidi, liquidi, pericolosi).
Questo approccio multi-categoria permette alle aziende di avere una visione olistica dell’impatto ambientale e di identificare le interazioni tra differenti categorie di impatto.
Spesso si confondono Product Carbon Footprint (PCF) e Life Cycle Assessment (LCA): in realtà, sono strumenti diversi con obiettivi complementari.
Il Product Carbon Footprint (PCF) si concentra esclusivamente sui gas serra (GHG), segue lo standard ISO 14067, misura in kg di CO2 e per unità prodotto, e ha come obiettivo la misurazione dell’impatto climatico. Gli use case tipici includono le dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), il Carbon Disclosure Project (CDP), e l’etichettatura CO2 per comunicare l’impronta climatica ai consumatori.
L’LCA include sempre il Carbon Footprint come una delle categorie di impatto: il PCF infatti è una delle 6+ categorie di impatto. Ecco una tabella delle differenze principali:
| Aspetto | LCA (ISO 14040/14044) | Carbon Footprint (ISO 14067) |
|---|---|---|
| Scope | Multi-impatto (clima, acqua, suolo, risorse, biodiversità) | Single-issue (solo gas serra GHG) |
| Obiettivo | Valutare impatti ambientali completi per decision-making strategico | Quantificare emissioni GHG per reporting climatico |
| Standard | ISO 14040/14044 (principi e requisiti) | ISO 14067 (basato su ISO 14040) |
| Unità | Diverse per categoria (kg CO2e, kg SO2e, MJ, m³, kg) | kg CO2e per unità prodotto |
| Use case | Eco-design, ottimizzazione processi, strategia sostenibilità | EPD, CDP, CSRD reporting climatico, etichettatura CO2 |
zeroCO2 offre entrambi i servizi: calcolo PCF ISO 14067 per reporting climatico e studi LCA ISO 14040/14044 per strategia sostenibilità completa.
zeroCO2 integra un approccio che utilizza LCA per l’identificazione degli hotspot environmental, ovvero le fasi del ciclo vita con maggiore impatto, Scope 1-2-3 per la quantificazione GHG in kg CO2e totali per categoria, e strategie di riduzione basate su dati LCA con priorità di interventi supportate da evidenza scientifica.
Questo approccio combinato soddisfa i requisiti della CSRD e fornisce una roadmap di miglioramento scientificamente fondata.
Ok, l’hai capito: la metodologia LCA è davvero versatile.
Ma bisogna tenere in considerazione che non è così immediata.
Per eseguire un calcolo del ciclo di vita preciso è importante conoscere a fondo le metodologie, stabilire il perimetro di analisi ottimale e raccogliere una grande quantità di dati.
Esistono quattro diversi modelli di Life Cycle Assessment. Dal più completo al più parziale, sono:
Continuiamo quindi con la parte tecnica.
L’analisi LCA è una metodologia standardizzata, riconosciuta internazionalmente e regolata dalle certificazioni ISO della serie 14040, in particolare:
In base quindi agli standard ISO della famiglia 14000, più specificamente da ISO 14040 a 14044, ogni LCA si articola in quattro fasi:
La fase 1 è fondamentale poiché richiede all’esperto che esegue il calcolo di definire l’unità funzionale, ossia di stabilire i limiti del sistema e la quantità di prodotto che si vuole analizzare.
Ok, molto interessante tutta la parte tecnico-scientifica.
Ma veniamo al dunque: quanto costa un analisi del ciclo di vita? L’LCA gratis esiste?
Spoiler: NO.
Per condurre l’analisi LCA nel modo più preciso possibile, bisogna:
Quindi, eseguire un calcolo LCA completo richiede tempo e risorse competenti.
Ne deriva che l’analisi LCA non può essere gratuita e ogni studio LCA ha un costo specifico e variabile a seconda del perimetro e dell’oggetto di studio (se un servizio, prodotto, attività).
Un altro modo per approcciarsi al mondo LCA quando i calcoli sono molto complessi è quello di utilizzare strumenti alternativi, come i calcolatori sviluppati ad-hoc (se interessato/a, richiedi una consulenza con i nostri esperti!)
In ogni caso, l’accuratezza dei risultati di uno studio effettuato tramite il calcolatore dipende dalla quantità e qualità dei dati che fornisce il cliente stesso e non è quindi da considerarsi una soluzione sostitutiva all’LCA, ma complementare.
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Il Calcolo LCA si applica a categorie diverse.
LCA di prodotto. Il ciclo di vita di un prodotto comprende tutte le sue fasi di vita, includendo l’estrazione delle materie prime, la trasformazione e lavorazione dei materiali, il trasporto di materie prime, prodotti finiti, persone e intermediari, la distribuzione e la vendita dei prodotti, l’uso, il riuso, il riciclo del prodotto, e la fase di fine vita o smaltimento finale. È importante notare che il trasporto è presente in ogni fase del ciclo vita e impatta in modo significativo sull’impronta ambientale del prodotto.
LCA di servizio. Il metodo LCA può essere applicato anche a un servizio, misurando l’impronta ambientale generata nelle diverse fasi funzionali dell’erogazione. Per esempio, un servizio di spedizioni o e-commerce ha un impatto ambientale in termini di emissioni di CO2e prodotte, calcolabile e riducibile anche se non relazionato a uno specifico prodotto.
LCA di eventi e attività. Un LCA serve anche per valutare e calcolare l’impatto di attività specifiche, come per esempio gli eventi. Di base, il calcolo LCA di eventi include nel perimetro dell’analisi le seguenti variabili: food & beverage, materiali e allestimento, spostamenti delle persone, trasporto merci.
Il Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia oggettiva per valutare l’impronta ambientale di un prodotto, servizio o attività lungo tutto il suo ciclo di vita, “dalla culla alla tomba”. L’LCA quantifica impatti come gas serra, consumo acqua, inquinamento, uso risorse, produzione rifiuti, secondo standard ISO 14040 e ISO 14044.
Non è obbligatoria per legge, ma diventa fondamentale per partecipare a bandi Horizon Europe (che richiedono carbon footprint), conformarsi alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive UE), soddisfare requisiti clienti B2B sempre più esigenti, e evitare sanzioni UE per greenwashing (Direttiva UE 2024).
n sintesi, LCA è una valutazione multi-impatto (cambiamento climatico, acqua, suolo, risorse, biodiversità) secondo ISO 14040/14044, mentre Carbon Footprint è una valutazione single-issue (solo gas serra) secondo ISO 14067. LCA include sempre Carbon Footprint come una delle categorie di impatto. Si consiglia di usare LCA per strategia sostenibilità completa e Carbon Footprint per reporting climatico.
Cradle-to-grave è il modello tradizionale lineare che va dalla culla (estrazione materie prime) alla tomba (discarica). Cradle-to-cradle è un modello circolare dove il prodotto viene riutilizzato, riciclato o rigenerato, non arrivando mai in discarica, con l’obiettivo “zero waste” e l’economia circolare.
Le valutazioni LCA (Life Cycle Assessment) sono studi che quantificano gli impatti ambientali multi-categoria di un prodotto, servizio o attività lungo tutto il suo ciclo di vita. Secondo ISO 14040/14044, le valutazioni LCA analizzano il cambiamento climatico (gas serra), il consumo risorse (energia, acqua, materiali), l’inquinamento (aria, acqua, suolo), la produzione rifiuti, e la biodiversità. Le valutazioni LCA forniscono una base scientifica per decision-making, eco-design, comunicazioni sostenibilità e compliance normative (CSRD, Horizon Europe).
In estrema sintesi: Scope 1 sono le emissioni dirette (combustione, processi industriali), Scope 2 sono le emissioni indirette energetiche (elettricità acquistata), e Scope 3 sono le altre emissioni indirette (upstream: materie prime, trasporti; downstream: uso prodotti, fine vita). LCA copre tutti gli Scope e oltre: include anche consumo acqua, acidificazione, eutrofizzazione, deplezione risorse, biodiversità.
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