Osservatorio sostenibilità aziende italiane: nasce il primo report nazionale (e la tua azienda può farne parte)
In Italia manca ancora un numero: quello che dice, con dati veri, a che punto sono davvero le aziende italiane sulla sostenibilità, PMI e grandi imprese, messe per la prima volta a confronto nello stesso spazio. zeroCO2 lo sta costruendo con l’Osservatorio sulla Sostenibilità delle Aziende Italiane, e lo fa nel modo più diretto possibile: chiedendolo alle aziende stesse.
In Italia manca ancora un numero: quello che dice, con dati veri, a che punto sono davvero le aziende italiane sulla sostenibilità, PMI e grandi imprese, messe per la prima volta a confronto nello stesso spazio. zeroCO2 lo sta costruendo con l’Osservatorio sulla Sostenibilità delle Aziende Italiane, e lo fa nel modo più diretto possibile: chiedendolo alle aziende stesse.
Cos’è l’Osservatorio zeroCO2
L’Osservatorio sulla Sostenibilità delle Aziende Italiane è la prima indagine annuale promossa da zeroCO2, Società Benefit certificata B Corp con punteggio 134.3/200 (top 5% a livello globale), dedicata a fotografare come le aziende italiane (di ogni dimensione e settore) vivono, misurano e comunicano la sostenibilità.
Non è un adempimento normativo e non è un audit. È una ricerca indipendente che raccoglie le prospettive dirette di chi la sostenibilità la gestisce ogni giorno: CSR manager, marketing manager, imprenditori, responsabili HR e operations, per restituire al Paese qualcosa che finora mancava: un benchmark pubblico e gratuito, costruito dal basso, che mette a confronto il posizionamento ESG di micro e piccole imprese, PMI strutturate e grandi aziende.
È proprio questa la parte più interessante del progetto: capire non solo “quanto è avanti” una singola azienda, ma dove si apre davvero il divario tra chi ha 10 dipendenti e chi ne ha 1.000, e dove, invece, la distanza è più ridotta di quanto si pensi.
La prima edizione è attiva nel 2026. Il report finale verrà pubblicato nella seconda metà dell’anno e sarà scaricabile liberamente da chiunque. Chi partecipa al questionario, però, lo riceve prima: in anteprima, insieme a un profilo di posizionamento costruito sulle proprie risposte.
Come funziona il questionario
Il questionario vive come pagina dedicata sul sito zeroCO2, richiede circa cinque minuti ed è anonimo per impostazione predefinita: solo chi lo desidera sceglie di comparire tra le aziende citate nel report. Il salvataggio è automatico, quindi si può iniziare, interrompere e riprendere quando serve, senza perdere nulla.
Dopo una breve sezione anagrafica: settore, dimensione aziendale, area geografica, le domande si sviluppano lungo sette aree che seguono il percorso reale di un’impresa verso la sostenibilità:
1. Cultura e strategia: perché un’azienda affronta il tema, e con quali risorse.
2. Misurazione e reporting: carbon footprint, LCA, bilanci di sostenibilità.
3. Ambiente: emissioni, energia, compensazione, riforestazione aziendale.
4. Persone e territorio: welfare, formazione, impatto sulla comunità locale.
5. Comunicazione: come la sostenibilità viene raccontata a clienti, fornitori e dipendenti.
6. Mercato ed economia: quanto la sostenibilità genera vantaggio competitivo reale.
7. Freni e futuro: gli ostacoli concreti e i prossimi passi previsti.
Le domande sono brevi, una alla volta, pensate per essere compilate sia da una micro impresa agli inizi del percorso sia dal responsabile ESG di una grande azienda strutturata.
La partecipazione ti offre inoltre un vantaggio reputazionale: se lo desideri, la tua azienda verrà citata nel report 2026. È un’occasione diretta per rendere visibile il tuo impegno concreto a tutto il settore, posizionandoti come realtà virtuosa agli occhi di partner e competitor.
Cosa restituisce a chi partecipa
La logica dell’Osservatorio non è unidirezionale. Ogni azienda che compila il questionario riceve subito un proprio profilo ESG sintetico e un confronto diretto con la media del proprio settore e della propria fascia dimensionale. Questo ti permette di capire immediatamente se la tua strategia è in linea con i competitor o se hai margine di crescita, scoprendo cosa stanno facendo le altre realtà del tuo mercato.
È una differenza sostanziale rispetto a una survey qualunque. Non si tratta di donare dati a una ricerca senza ricevere nulla in cambio: si tratta di ottenere, in pochi minuti, un termine di paragone che normalmente richiederebbe una consulenza dedicata, utile tanto a una grande azienda con un team ESG strutturato quanto a una piccola impresa che sta muovendo i primi passi.
Il Report 2026: la bussola per il tuo settore
Nel Q4 2026 verrà rilasciato il report completo dell’Osservatorio, un documento analitico e dettagliato che rappresenta una vera e propria bussola strategica. Suddividendo i dati per settore merceologico, dimensione aziendale e area geografica, il report offre una fotografia profonda del panorama italiano, diventando uno strumento di grande valore per le aziende che desiderano orientare le proprie scelte future basandosi su benchmark reali e competitivi.
Il quadro da cui si parte
Le indagini disponibili raccontano un’Italia a due velocità. Un recente rapporto di iSustainability (Gruppo Digital360) mostra come l’intelligenza artificiale applicata alla gestione degli impatti ambientali sia già usata da quasi la metà delle grandi imprese, contro meno di un quarto delle PMI. Il divario si allarga ulteriormente sull’accesso al credito legato al profilo ESG e sulla capacità di analizzare in modo strutturato i rischi climatici, dove le imprese più piccole restano indietro non per mancanza di sensibilità, ma per carenza di strumenti e risorse dedicate.
Lo confermano anche i dati del white paper SME EnterPRIZE di Generali e SDA Bocconi: la quota di PMI italiane che ha adottato una strategia ESG è più che raddoppiata dal 2020 a oggi, passando dal 20% al 47%. La direzione è quella giusta. Ma tra avere una strategia e misurarla, raccontarla, trasformarla in vantaggio competitivo, resta una distanza enorme rispetto alle grandi imprese: secondo alcune stime di settore, solo l’1% delle piccole imprese italiane ha redatto un vero e proprio bilancio di sostenibilità, contro l’11% delle medie e grandi aziende.
Questo divario (reale, ma finora raccontato solo a frammenti, in report diversi e non comparabili tra loro) è esattamente ciò che l’Osservatorio zeroCO2 vuole misurare per la prima volta in modo sistematico: non uno spaccato solo sulle PMI, e non uno spaccato solo sulle grandi aziende, ma un confronto diretto tra i due mondi.
Perché partecipare, qualunque sia la dimensione della tua azienda
Un errore comune è pensare che questo tipo di iniziative sia riservato alle grandi aziende con obblighi di rendicontazione, o al contrario solo alle PMI “curiose”. È vero il contrario: il valore di un Osservatorio nazionale sta proprio nel raccogliere le prospettive di aziende di ogni dimensione, dalla micro impresa alla multinazionale con sede in Italia.
Più il campione è ampio e variegato, più il report finale sarà uno strumento utile, anche per capire, con dati alla mano, dove davvero la sostenibilità dipende dalle risorse disponibili e dove invece dipende soprattutto dalle scelte fatte. Partecipare significa contribuire a costruire questo confronto, e allo stesso tempo ottenere un primo orientamento sul proprio posizionamento, senza impegno e senza costi.
Domande frequenti sull’Osservatorio zeroCO2
Rispondiamo alle FAQs più gettonate
Circa cinque minuti. Le domande sono brevi e organizzate in sette aree tematiche, con salvataggio automatico: si può interrompere e riprendere in qualsiasi momento senza perdere le risposte date.
No. Può partecipare qualsiasi azienda italiana, indipendentemente da settore e dimensione: dalla micro impresa alla grande azienda. Uno degli obiettivi principali del report è proprio confrontare il posizionamento ESG di PMI e grandi imprese, oggi raccontato solo in modo frammentario da ricerche separate.
Sì, per impostazione predefinita. Solo le aziende che scelgono esplicitamente l’opzione di essere citate compariranno tra i partecipanti nel report pubblicato. I dati aggregati, in ogni caso, non permettono di risalire a una singola azienda.
Un profilo ESG sintetico costruito sulle proprie risposte, con il confronto rispetto alla media del proprio settore e della propria fascia dimensionale, oltre ad alcuni suggerimenti mirati sulle aree da migliorare. Chi partecipa riceve inoltre il report completo dell’Osservatorio in anteprima, prima della pubblicazione ufficiale.
La pubblicazione è prevista nella seconda metà del 2026. Il report sarà pubblico, gratuito e liberamente scaricabile: uno dei primi documenti di questo tipo in Italia a mettere a confronto in modo diretto PMI e grandi aziende sullo stato della sostenibilità.
zeroCO2 è una Società Benefit certificata B Corp che da anni accompagna le imprese italiane in percorsi di sostenibilità concreta. L’Osservatorio nasce per colmare un vuoto informativo reale: in Italia i dati pubblici sullo stato della sostenibilità aziendale sono scarsi, spesso frammentati per dimensione d’impresa o riservati a chi può permettersi ricerche a pagamento. Questo progetto restituisce quei dati in forma libera, comparabile e accessibile a tutti.





