Cosa si intende per packaging sostenibile?
Con il termine packaging sostenibile, o anche green packaging o packaging ecologico, ci si riferisce all’uso di materiali e tecniche di produzione che minimizzano l’impatto ambientale dell’imballaggio.
Invece di materiali convenzionali come plastica e polistirolo, il packaging sostenibile predilige soluzioni biodegradabili e riciclabili, contribuendo così alla riduzione dei rifiuti. Questi imballaggi sono progettati per avere una ridotta impronta di carbonio durante tutto il ciclo di vita, dall’estrazione delle risorse fino allo smaltimento.
Il packaging sostenibile si suddivide principalmente in tre categorie sulla base del materiale di cui è fatto:
- 1. Materiali biodegradabili: derivati da sostanze organiche, si decompongono naturalmente nel tempo, riducendo l’accumulo di rifiuti.
- 2. Materiali riciclabili: possono essere trasformati in nuovi prodotti, come il cartone o alcune tipologie di plastiche, contribuendo a ridurre il consumo di risorse.
- 3. Materiali riutilizzabili: consentono di minimizzare gli sprechi dando un nuovo uso agli imballaggi. Un esempio classico sono i contenitori in vetro, che possono essere riutilizzati più volte.
Stabilire quale delle opzioni di packaging è più sostenibile per un determinato prodotto è un processo complesso che dipende da una serie di fattori in fase di produzione e consumo. Queste variabili comprendono l’utilizzo di materie riciclate nel processo di produzione, la logistica e i trasporti, lo stato delle politiche di riciclo e riuso nel paese di riferimento, e le abitudini di riciclo degli imballaggi da parte dei consumatori.
È quindi fondamentale che i processi produttivi del packaging ecologico siano efficienti, collaborando con i fornitori all’interno di una green supply chain controllata.
Anche la riutilizzabilità e l’economia circolare sono aspetti essenziali: scegliere soluzioni di imballaggio che prolunghino il ciclo di vita del prodotto contribuisce a un modello di consumo circolare. Il design del packaging, svolge un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione dell’efficienza e della funzionalità dell’imballaggio, assicurando la realizzazione del prodotto senza sprechi inutili.
Infine, è indispensabile considerare le pratiche di lavoro etiche, valutando chi produce l’imballaggio e tenendo conto delle condizioni di lavoro e dell’impatto sociale ed economico del processo produttivo.
Tutti questi aspetti rispondono alla crescente consapevolezza dei consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità e favorevoli a marchi che dimostrano un impegno reale per l’ambiente, ma anche alle regolamentazioni e azioni per ridurre l’impatto dell’industria del packaging proposte dall’Unione europea.
Packaging sostenibile, quello che i consumatori vogliono
Che negli ultimi due anni oltre la metà dei consumatori (60%) abbia sviluppato maggiori preoccupazioni riguardo al cambiamento climatico e che temi come il packaging e la riciclabilità dei prodotti siano diventati di primaria importanza per loro, lo conferma anche lo studio realizzato da Bain & Company dal titolo “The Sustainability Puzzle: What Do Consumers Really Want?”.
L’edizione di quest’anno del sondaggio, che ha visto coinvolti 19.000 consumatori in 10 Paesi tra cui l’Italia, tra i vari punti rilevati, evidenzia anche la crescente importanza del packaging nella percezione della sostenibilità da parte dei consumatori.
Secondo il report i consumatori determinino se il packaging sia sostenibile o meno valutando principalmente cosa accadrà ad esso una volta che si è pronti a smaltirlo, ad esempio se è riciclabile o riutilizzabile. Infatti, i consumatori affermano che la capacità di riciclare il packaging è significativa per loro (48%), e anche la scelta del materiale riciclato è importante (38%). Ciò significa che le aziende in fase di sviluppo del packaging devono riporre attenzione sia sull’utilizzo di materiale riciclato sia sulla riciclabilità del packaging stesso una volta terminato il suo ciclo di vita.
Inoltre, le aziende, non solo devono rendere il packaging sostenibile, ma devono anche comunicare tale valore ai consumatori, istruendoli sulle sfumature delle scelte dei materiali.
E veniamo così all’etichettatura ambientale.
Etichettatura ambientale, nuove regole per un imballaggio sostenibile in Italia
Introdotta in Italia come obbligo dal 1° gennaio 2023, l’etichettatura ambientale degli imballaggi, è uno strumento fondamentale per facilitare il corretto smaltimento dei materiali e ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti.
Prevista dal Decreto Legislativo n. 116 del 2020, l’etichettatura ambientale degli imballaggi ha due principali funzioni:
- informare i consumatori sulla tipologia dei materiali attraverso codici alfanumerici, in linea con la direttiva europea 97/129/CE
- fornire istruzioni chiare sullo smaltimento differenziato, indicandone il metodo corretto in italiano.
L’etichettatura ambientale si applica a tutti i tipi di imballaggi, siano essi primari (o imballaggi per la vendita al consumatore finale, ovvero il packaging), secondari (o imballaggio multiplo) o terziari (detto anche imballaggio per il trasporto), e rappresenta un passo concreto verso un’economia circolare, rispondendo alla necessità di limitare i rifiuti e promuovere pratiche sostenibili lungo tutta la filiera produttiva e distributiva.
Nuove norme UE sugli imballaggi sostenibili
Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) che entrerà in vigore nel 2025 nell’UE.
Si punta a meno rifiuti, più riutilizzo e un riciclo efficiente, unendo innovazione e responsabilità per aziende e consumatori.
Approvato con 476 voti favorevoli, 129 contrari e 24 astensioni in via definitiva, il regolamento sugli imballaggi ha l’obiettivo di affrontare il problema dei rifiuti da imballaggi, dare una legge più informe all’interno del mercato europeo e promuovere principi di economia circolare.
Il contesto:
Gli imballaggi rappresentano una fonte di rifiuti in continuo aumento. Nel 2018 hanno generato un fatturato di 355 miliardi di EUR nell’UE, e il loro totale è passato dai 66 milioni di tonnellate del 2009 agli 84 milioni del 2021.
Riduzione degli imballaggi superflui
La normativa impone limiti agli imballaggi eccessivi, specialmente nei settori e-commerce e alimentare. Le aziende dovranno quindi ottimizzare peso e volume dei loro imballaggi per eliminare sprechi inutili.
Dal 2030, stop agli imballaggi superflui:
- Obiettivi di riduzione: -5% entro il 2030, -15% entro il 2040.
- Saranno vietati gli imballaggi in plastica monouso per frutta, monoporzioni e sacchetti ultraleggeri.
- Per limitare gli sprechi, la proporzione massima di spazio vuoto sarà del 50% per imballaggi multipli ed e-commerce.
- Stop anche ai PFAS – ossia gli inquinanti eterni – negli imballaggi alimentari sopra certe soglie.
Promozione del riutilizzo e sistemi di ricarica per i consumatori
Le aziende produttrici di imballaggi dovranno integrare nel loro design la possibilità di riutilizzo da parte dei consumatori.
- Ci sono obiettivi specifici da raggiungere entro il 2030 nel settore alimentare e delle bevande, assicurando che il 10% dei prodotti abbia un packaging in formato riutilizzabile.
- Dovranno essere implementate delle strategie per la promozione di utilizzo di contenitori propri da parte dei consumatori.
Riciclaggio del packaging obbligatorio e contenuto minimo riciclato
- Con le nuove norme, tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili secondo criteri rigorosi.
- Saranno anche imposti degli obiettivi minimi per contenuto riciclato per il 90% di contenitori di plastica e metallo monouso entro il 2029, grazie a sistemi di deposito cauzionale.
Ma come comunicare gli impegni nella sostenibilità attraverso il packaging?
Il green advertising passa per il packaging sostenibile
Oggi la confezione di un prodotto non si limita più a essere un semplice contenitore, ma diventa un vero e proprio veicolo per trasmettere valori di sostenibilità e responsabilità ambientale.
Il green advertising trova così nel packaging sostenibile uno strumento potente per raccontare impegni e risultati raggiunti in ambito ESG.
Ma come comunicare gli impegni nella sostenibilità con il packaging?
Parliamo di un esempio interessante di green marketing, ossia quello del Tonno Insuperabile, marchio storico del mercato italiano, che supporta un progetto di riforestazione di mangrovie in Guatemala in collaborazione con zeroCO2.
Questo impegno per la sostenibilità si riflette in ogni aspetto del prodotto: dalla materia prima, con il tonno certificato MSC per garantire una pesca responsabile alle nuove opzioni di tonno vegano per un’alimentazione sostenibile, fino al packaging in carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) e le lattine in metallo riciclabili più volte, aderendo al programma Steel Packaging Recycling.
La spinta verso la cura del Pianeta culmina nella Foresta Insuperabile, composta interamente da mangrovie piantate lungo la costa sud del Guatemala, nelle regioni di Mazatenango e Suchitepéquez, contribuendo alla tutela dell’ambiente e delle risorse ittiche globali.
La certificazione MSC e la collaborazione con zeroCO2 trovano spazio sul packaging attraverso il quale Tonno Insuperabile integra e rende visibile il proprio impegno, trasformando ogni confezione in un messaggio tangibile di impegno per rendere la produzione e il packaging sempre più sostenibile.





