Cos’è il mercato dei crediti di carbonio?
Il Carbon Market, o mercato del carbonio, è un sistema che consente alle aziende e ai governi di acquistare e vendere carbon credit – permessi per emettere gas serra, con l’obiettivo di ridurre le emissioni globali e mitigare il cambiamento climatico.
Esistono due diversi tipi di mercato del carbonio: il mercato regolamentato, come l’EU Emissions Trading System (EU ETS), e il Voluntary Carbon Market, ossia il mercato volontario dei crediti di carbonio, che non è regolamentato.
In generale, il mercato dei carbon credits è certamente in crescita. Secondo quanto riportato da Statista, infatti, il mercato globale della compensazione del carbonio è stato valutato a 331,8 miliardi di dollari USA nel 2022. Nel 2028 si prevede raggiungerà un valore di 1,6 trilioni di dollari USA. Questa crescita sarà guidata dal continuo obiettivo mondiale di raggiungere emissioni nette pari a zero e da maggiori investimenti nelle tecnologie di cattura del carbonio.
Cerchiamo dunque di capire cos’è il mercato dei crediti di carbonio e come funziona, quali sono le differenze tra Voluntary Carbon Market e ETS e il ruolo delle aziende.
Chi emette i carbon credit?
I carbon credit vengono emessi da organizzazioni di certificazione indipendenti che verificano i progetti di riduzione o rimozione delle emissioni di gas serra.
Queste organizzazioni valutano se i progetti soddisfano criteri specifici e, una volta confermata la conformità, emettono i crediti di carbonio.
Tra i principali enti che emettono i carbon credit annoveriamo:
- Verra (VCS – Verified Carbon Standard): emette carbon credit verificati in seguito alla valutazione di progetti come riforestazione, conservazione delle foreste, energie rinnovabili e progetti agricoli. È una delle piattaforme più utilizzate a livello globale.
- Gold Standard: emesso per progetti che, oltre a ridurre le emissioni, generano benefici sociali ed economici per le comunità locali. È particolarmente apprezzato per i suoi standard rigorosi in termini di sviluppo sostenibile.
- Plan Vivo Foundation: emette crediti per progetti basati sulla natura, come riforestazione e gestione sostenibile delle risorse, con una forte attenzione ai benefici per le comunità rurali e vulnerabili.
- Climate Action Reserve (CAR): un’organizzazione statunitense che emette crediti per progetti legati a riduzioni delle emissioni, principalmente in Nord America.
- American Carbon Registry (ACR): un altro importante standard per il mercato volontario, che certifica progetti di riduzione delle emissioni.
Quali sono le caratteristiche dei crediti di carbonio certificati
I crediti di carbonio certificati devono rispettare rigorosi criteri di qualità per assicurare riduzioni reali e durature delle emissioni, mantenendo così la fiducia nel mercato dei carbon credit e nel loro impatto positivo sull’ambiente.
Un progetto può emettere carbon credit solo se è stato certificato da standard riconosciuti, come il Verified Carbon Standard (VCS) di Verra, Gold Standard o Plan Vivo, che garantiscono l’integrità delle riduzioni delle emissioni.
Ma quali sono le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono i carbon credits certificati?
- 1. Addizionalità: il progetto deve dimostrare che le riduzioni delle emissioni non sarebbero avvenute senza il finanziamento derivante dalla vendita dei carbon credit. Questo garantisce che i crediti riflettano una riduzione aggiuntiva e reale di CO2.
- 2. Misurabilità e verificabilità: le riduzioni di emissioni di CO2 devono essere quantificabili tramite metodi scientifici e verificate da enti indipendenti, che controllano la corrispondenza di ogni credito a una tonnellata di CO2 evitata o rimossa.
- 3. Permanenza: i progetti devono assicurare che le emissioni ridotte o compensate non siano reintrodotte nell’atmosfera nel lungo termine. Per progetti come la riforestazione, la permanenza richiede garanzie contro rischi come incendi o deforestazione futura.
- 4. Unicità: ogni credito di carbonio deve essere associato a una singola riduzione di emissioni e non può essere utilizzato più di una volta, evitando il doppio conteggio.
- 5. Trasparenza e registrazione: tutte le informazioni sul progetto e sui crediti generati devono essere accessibili al pubblico tramite registri gestiti dagli enti certificatori. Questo sistema assicura che i crediti siano tracciabili dal momento dell’emissione fino al loro utilizzo, prevenendo frodi.
- 6. Co-benefici ambientali e sociali: oltre alla riduzione delle emissioni, i progetti certificati spesso generano benefici per le comunità locali e l’ambiente, come la creazione di posti di lavoro o la protezione della biodiversità. Questi co-benefici aumentano il valore del progetto e contribuiscono agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Dove si acquistano i crediti di carbonio: il Carbon Market
Come ti abbiamo accennato all’inizio, il Carbon Market si divide in due categorie principali: mercati volontari e mercati regolamentati, ognuno con caratteristiche e funzioni specifiche.
Il mercato volontario dei crediti di carbonio consente a organizzazioni e individui di compensare le proprie emissioni di gas serra su base volontaria.
Le aziende che desiderano migliorare la propria immagine ambientale o raggiungere obiettivi di Carbon Neutrality possono acquistare crediti da progetti certificati, come quelli di riforestazione, energie rinnovabili, pratiche agricole sostenibili e cattura di carbonio. I crediti nei mercati volontari sono emessi da organismi di certificazione come Verra, Gold Standard e Plan Vivo, che garantiscono standard rigorosi di trasparenza e sostenibilità.
Negli ultimi anni, il mercato volontario dei crediti di carbonio ha visto una crescita rapida, spinta dalla crescente consapevolezza della crisi climatica e dagli impegni delle aziende verso obiettivi di sostenibilità. Inoltre, l’emergere di piattaforme digitali ha facilitato la compravendita di crediti, rendendo più accessibile la compensazione delle emissioni a un pubblico ampio.
Nel mercato regolamentato dei crediti di carbonio, come il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), i governi stabiliscono un limite massimo alle emissioni di gas serra per settori industriali ad alta intensità di carbonio, come l’energia e l’aviazione.
Questo sistema si basa sul principio del cap-and-trade, in cui le aziende ricevono permessi di emissione, ciascuno dei quali consente di emettere una tonnellata di CO2 o gas equivalente. Se un’azienda emette meno della propria quota, può vendere i crediti in eccesso ad altre imprese che hanno superato i propri limiti. Ciò incoraggia le aziende a ridurre le loro emissioni e promuove l’innovazione tecnologica.
L’importanza del Carbon Pricing nel mercato regolamentato
Il Carbon Pricing è un concetto fondamentale per il mercato regolato dei crediti di carbonio, poiché introduce un prezzo sulle emissioni di gas serra per riflettere i costi ambientali delle attività economiche.
Ci sono due principali modi per attuare il Carbon Pricing:
- La Carbon Tax è una tassa diretta sulle emissioni di anidride carbonica (CO2). Viene fissato un prezzo specifico per ogni tonnellata di CO2 emessa. Questo sistema incoraggia le aziende a ridurre le loro emissioni per evitare di pagare la tassa.
- Il cap-and-trade, come abbiamo già detto, è un sistema in cui viene stabilito un limite massimo alle emissioni totali consentite. Le aziende possono comprare e vendere permessi per le loro emissioni. Il prezzo di questi permessi riflette il costo per ridurre le emissioni.
Entrambi i sistemi hanno vantaggi e svantaggi. La carbon tax offre stabilità sul prezzo del carbonio, ma non fissa un limite alle emissioni. Al contrario, il cap-and-trade stabilisce un tetto massimo, ma il prezzo dei permessi può fluttuare in base alla domanda e all’offerta.
Quanto costa un carbon credit? I fattori che influenzano il valore dei crediti di carbonio
Il valore dei carbon credit è influenzato da fluttuazioni di mercato e può variare notevolmente, generalmente tra 5 e 50 dollari per tonnellata di CO2, ma in alcuni casi, per esempio quando la qualità del credito è molto elevata, il prezzo può anche superare i 100 dollari.
I principali fattori che determinano il prezzo dei carbon credits sono:
- il tipo di mercato
- la tipologia di progetto
- la qualità del progetto
- la certificazione dei crediti
- la domanda e l’offerta
- la localizzazione geografica.
Nei mercati regolamentati, come l’EU ETS, il prezzo è generalmente più alto e varia in base alla domanda e all’offerta. Aumenti della domanda da parte delle aziende per la decarbonizzazione possono far salire i prezzi, così come normative più severe possono incrementare ulteriormente la richiesta.
Nei mercati volontari il costo è solitamente più basso, e varia tipicamente tra 5 e 30 dollari, ma la qualità del credito e del progetto incide ampliamento sul prezzo del progetto.
Crediti certificati da standard riconosciuti come Plan Vivo, Gold Standard o Verra sono più costosi, poiché garantiscono riduzioni di emissioni verificabili e di alta qualità. Tuttavia, come dimostra uno studio BCG per EDF (Environmental Defense Fund), gli acquirenti di tutti i segmenti di mercato sono disposti a pagare molto di più per crediti la cui qualità è dimostrabilmente elevata.
Di contro, i progetti situati in aree con normative meno rigorose tendono ad avere prezzi più bassi rispetto a quelli in Paesi con requisiti più severi.
I progetti di carbon offsetting basati sulla natura, come la riforestazione, tendono a costare meno rispetto a soluzioni tecnologiche, mentre quelli con co-benefici sociali o ambientali possono avere un prezzo premium.
Chi compra i crediti di carbonio?
I carbon credit sono acquistati da diversi soggetti con l’obiettivo di compensare le proprie emissioni di carbonio in risposta a esigenze legali, economiche o reputazionali.
Tra i principali compratori di carbon credit ci sono:
- Aziende regolamentate, all’interno dei mercati regolamentati come ad esempio l’EU ETS. Queste aziende appartengono soprattutto ai settori ad alta intensità di emissioni (come energia, industria pesante, trasporti), che li acquistano per rispettare le normative ambientali.
- Aziende con obiettivi di sostenibilità volontari, provenienti da vari settori (tecnologia, retail, moda, trasporti), che li usano per compensare le emissioni residue dopo aver ridotto le proprie operazioni.
- Individui, che acquistano carbon credit per compensare le proprie emissioni personali, come quelle legate ai viaggi o alle attività quotidiane.
- Organizzazioni non governative (ONG), che li acquistano per sostenere progetti ambientali e promuovere la riduzione globale delle emissioni.
- Investitori finanziari, che vedono nei carbon credit un’opportunità di investimento, prevedendo una crescita del mercato con l’aumento delle normative ambientali.
- Governi, che acquistano crediti per compensare le emissioni nazionali e rispettare gli impegni climatici internazionali, come l’Accordo di Parigi.
Quali aziende hanno comprato i crediti di carbonio? Ecco alcuni esempi
Numerose aziende globali di diversi settori hanno acquistato carbon credit per compensare le proprie emissioni di gas serra e raggiungere obiettivi di neutralità climatica, Net Zero o sostenibilità.
È notizia di giugno 2024 l’acquisto da parte di Microsoft di 8 milioni di crediti di carbonio dalla banca d’investimento brasiliana BTG Pactual che, secondo MSCI Carbon Markets, stando a quanto riportato da Reuters, si tratta della più grande vendita di sempre di carbon credit, almeno sino a quel momento. BTG Pactual Timberland Investment Group (TIG) ha affermato che i crediti sono stati generati dai suoi progetti di ripristino forestale in America Latina. E sempre con la stessa banca, in relazione ai medesimi progetti di carbon offsetting, a settembre Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha concluso un accordo per acquistare 1,3 milioni di Carbon Removal Credit, con un’opzione per ulteriori 2,6 milioni di crediti fino al 2038, comunica nuovamente Reuters.
E in Italia? In Italia, diverse aziende hanno iniziato ad acquistare carbon credit per compensare le proprie emissioni. Per esempio ENAV, nella sua strategia per il raggiungimento della neutralità carbonica, ha scelto di compensare la quota rimanente di emissioni, quella che non può ancora essere ridotta, attraverso crediti di carbonio per finanziare due programmi in India e Mozambico per la tutela ambientale e certificati dal Verified Carbon Standard (VCS): la costruzione di una centrale idroelettrica ad acqua fluente da 300 MW, che fornirà energia rinnovabile alle comunità locali di Kuppa, nel distretto di Kinnaur, Himachal Pradesh; la sostituzione delle stufe tradizionali, altamente inquinanti, per 1.800 famiglie nella città di Maputo, Mozambico.
Altre aziende che hanno deciso di intraprendere il percorso di carbon neutrality insieme a noi, sono per esempio la Cineteca di Bologna con il festival Il Cinema Ritrovato.


