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pala eolica

Energie rinnovabili per combattere la crisi climatica

Le cause dei cambiamenti climatici sono molteplici e sfaccettate, ma si può individuare la responsabilità principale nelle emissioni di gas serra generate dall’utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia.

Ecco perché la transizione energetica, ovvero il passaggio alle energie rinnovabili, è il punto cruciale dell’impegno globale per combattere la crisi climatica.

Redazione di zeroCO2 6 min di lettura

Energie rinnovabili: cosa sono e quali sono?

L’energia rinnovabile è quella generata da fonti naturali non soggette a esaurimento, perché capaci di rigenerarsi continuamente a un ritmo pari o superiore alla velocità con cui vengono consumate.

I combustibili fossili – petrolio, carbone, gas naturale – sono, al contrario, fonti non rinnovabili, perché il loro utilizzo ne esaurisce la disponibilità in natura più velocemente rispetto a quanto esse siano in grado di rigenerarsi. I giacimenti di combustibili fossili, infatti, si stanno esaurendo, e impiegheranno tempi lunghissimi per riformarsi, ovvero milioni di anni: tempi non compatibili con la necessità di energia dell’uomo.

L’altra caratteristica fondamentale delle energie rinnovabili è che non causano emissioni di gas serra nell’atmosfera, a differenza delle fonti fossili quindi non hanno un impatto negativo sul clima e sull’ambiente.

Per di più le energie rinnovabili si producono nel luogo in cui si utilizzano, perciò rappresentano una preziosa opportunità di indipendenza energetica per molti Paesi, Italia e Unione europea comprese, che oggi dipendono in larga parte dall’estero per la fornitura di energia derivante in gran parte da combustibili fossili.

Le fonti di energia rinnovabile attualmente utilizzabili, cioè per le quali abbiamo sviluppato tecnologie di sfruttamento, sono le seguenti:

  • Acqua di fiumi, mari e laghi per la produzione di energia idroelettrica (la più sfruttata nel mondo)
  • Vento per la produzione di energia eolica
  • Sole per la produzione di energia solare
  • Biomasse (DLgs 28/2011: componenti biodegradabili di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura, dalla pesca e dalle industrie connesse)
  • Calore interno della Terra per la produzione di energia geotermica.

In Italia attualmente poco meno del 20% del fabbisogno di energia è coperto dalle energie rinnovabili, tra le quali in prima linea troviamo l’idroelettrica, grazie all’abbondanza di acque del nostro Paese. La media dell’Unione europea è leggermente migliore: si attesta intorno al 23% (dati Eurostat 2022).

L’obiettivo europeo è arrivare al 45% di copertura del fabbisogno energetico con le rinnovabili entro il 2030.

Ma la strada è ancora lunga.

Fonti di energia rinnovabile sostenibile nell'Unione europea
L’obiettivo europeo è arrivare al 45% di copertura del fabbisogno energetico con le rinnovabili entro il 2030. Ma la strada è ancora lunga.

Il ruolo delle energie rinnovabili per contrastare la crisi climatica

La transizione dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili per la produzione di energia è il mezzo principale di cui disponiamo per contrastare i cambiamenti climatici: lo conferma l’ultimo rapporto IPCC sul tema Mitigation of Climate Change. Come abbiamo accennato, i combustibili fossili, quando vengono utilizzati per produrre energia, emettono gas serra, che trattengono calore nell’atmosfera, facendo aumentare la temperatura del nostro pianeta, con i meccanismi di cui abbiamo parlato in questo articolo. Per di più, aver attinto per secoli alle fonti fossili per soddisfare il fabbisogno mondiale di energia ha stravolto interi ecosistemi nei Paesi più ricchi di tali fonti, danneggiando la biodiversità oltre che le comunità locali.

Ecco perché le energie rinnovabili sono al centro del dibattito, degli impegni e degli obiettivi delle agende sul clima delle istituzioni nazionali e internazionali. Una fra tutte l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, la quale evidenzia come l’energia da fonti fossili sia “il principale responsabile del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% delle emissioni di gas serra globali”.

Anche la recente COP28 di Dubai ha finalmente affrontato esplicitamente il tema dei combustibili fossili, affermando la necessità di aumentare la capacità di produzione di energie rinnovabili e di allontanarsi dalle fonti fossili come azioni imprescindibili per portare avanti il cammino verso gli obiettivi di contenimento dell’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C e di raggiungimento del Net Zero entro il 2050.

Il problema delle raccomandazioni e delle risoluzioni internazionali attuali è che non rappresentano un vincolo e non stabiliscono in maniera chiara un orizzonte temporale per l’abbandono completo dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, prendendo tempo.

Quando di tempo non ce n’è più molto.

Le energie rinnovabili devono diventare rapidamente la primaria fonte di energia non solo nei Paesi sviluppati, ma anche in quelli in via di sviluppo, dove è più stringente la dipendenza dai combustibili fossili. La crescita della popolazione mondiale, infatti, è vertiginosa, e con essa va di pari passo l’aumento della richiesta di energia: dobbiamo essere pronti a soddisfarla con le energie rinnovabili.

Pale eoliche montagna
energia idroelettrica
Pannelli solari

Energie rinnovabili: criticità

Alcune tecniche di sfruttamento delle fonti rinnovabili sollevano questioni critiche in merito alla sostenibilità delle energie rinnovabili: “rinnovabile” non coincide necessariamente con “sostenibile”.

La costruzione di grandi dighe per la produzione di energia idroelettrica, per esempio, può comportare la distruzione di ecosistemi e danni alle comunità locali. Le pale eoliche, a loro volta, causano la morte di migliaia di uccelli. Le biomasse, infine, se sfruttate con il metodo della combustione, generano CO2 (il caso classico è il pellet), e per di più indirizzano le produzioni agricole diventando un pericolo per la biodiversità.

Sono solo alcuni esempi degli effetti ambientali, sociali ed economici negativi che la produzione di energie rinnovabili può avere come conseguenza diretta o indiretta. Queste condizioni non influenzano però il ruolo delle energie rinnovabili nella crisi climatica: sono l’unica, nonché migliore, alternativa, ai combustibili fossili per la produzione di energia. Anche considerando i lati negativi, le rinnovabili risultano opzioni estremamente più sostenibili e che hanno  margini di perfezionamento su cui è fondamentale lavorare per imparare a sfruttarle in modo ottimale.

La criticità maggiormente sollevata dai detrattori delle energie rinnovabili, però, è la discontinuità della loro disponibilità. La maggior parte delle fonti di energia rinnovabile è “intermittente” e non è controllabile con precisione dall’uomo: sole, vento e acqua sono elementi naturali non sempre presenti o prevedibili. Anche in questo caso, però, la soluzione non è continuare a basare la gran parte della nostra produzione di energia sui combustibili fossili, bensì investire ancora più sforzi e denaro nella ricerca scientifico-tecnologica che sta già lavorando affinché i metodi di accumulo delle energie rinnovabili diventino sempre più economici, efficaci e affidabili.

L’albero: una tecnologia che ispira la ricerca sull’energia green

La ricerca scientifica è impegnata da anni nello studio di soluzioni per la riduzione delle emissioni di CO2 e altri gas serra e per l’assorbimento degli stessi. Progetti validi sono in fase di sviluppo, ma finora nessuno si è dimostrato abbastanza efficace ed efficiente. Le tecnologie di assorbimento della CO2 attualmente esistenti sono ancora troppo costose e non perfette.

Punto di riferimento in questa ricerca è l’unico modello di tecnologia di questo tipo già a disposizione e perfettamente funzionante: l’albero. Gli alberi sono una tecnologia antica e naturale di assorbimento di CO2 ed emissione di ossigeno e traggono energia dal sole grazie alla fotosintesi. Contribuiscono continuamente alla salvaguardia dell’ambiente con la loro esistenza. Non solo, quindi, devono essere un modello a cui ispirarsi per lo sviluppo di soluzioni complesse al problema della produzione di energia e del riscaldamento globale, ma devono anche essere tutelati e diffusi ancora di più sul pianeta.

La deforestazione è una delle aggravanti della crisi climatica e la riforestazione è un’operazione delicata ma indispensabile per proteggere la Terra.

Alberi: la soluzione alla crisi climatica
Albero con mani contadino in Guatemala
Albero adulto
· Aggiornato il 20 agosto 2024

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