La deforestazione è una minaccia sempre più urgente per il nostro pianeta
Il disboscamento eccessivo e incontrollato ha conseguenze devastanti per la biodiversità, il clima e la salute umana.
Secondo il rapporto online Global Forest Review (GFR), solo nel 2022 sono andati persi di 4,1 milioni di ettari di foresta tropicale primaria, alla velocità di 11 campi da calcio al minuto. Questo processo ha causato 2,7 gigatonnellate (Gt) di emissioni di anidride carbonica, l’equivalente a quelle prodotte dall’India in anno bruciando combustibili fossili.
La FAO stima che 420 milioni di ettari di foreste siano state distrutte tra il 1990 e il 2020. Sebbene il tasso di deforestazione sia sceso rispetto al passato, il ritmo con cui stiamo abbattendo alberi e vegetazione rimane allarmante.
Ma quali sono le cause del disboscamento incontrollato? Chi ne è responsabile? In questo articolo esploreremo le cause e conseguenze della deforestazione a livello globale, presentando anche possibili soluzioni a questo fenomeno.
Spoiler: la riforestazione è parte della soluzione, meglio se ad alto impatto sociale.
Cos’è la deforestazione?
La deforestazione è il processo di rimozione o distruzione delle foreste e delle aree boschive. Spesso, le foreste vengono rase al suolo o gravemente danneggiate per lasciare spazio all’agricoltura su larga scala, l’industria del legno o lo sviluppo urbano.
In generale, si parla di disboscamento per riferirsi all’abbattimento delle piante e gli alberi per ragioni diverse: dal taglio di piante malate o specie infestanti per far rigenerare il terreno alla distruzione di pezzi di foresta o intere aree forestali.
A differenza del termine disboscamento, il concetto deforestazione ha sempre un’accezione negativa. Si parla infatti di deforestazione quando la rimozione della copertura arborea eccede il tasso di ricrescita delle foreste in una determinata zona.
Attività di disboscamento eccessivo avvengono spesso per soddisfare scopi commerciali, come la vendita del legname o l’espansione di aree coltivabili destinate alla monocultura.
Nel mondo, le tre regioni più colpite dalla deforestazione sono:
- il Sud America, in particolare nel bacino della Foresta Amazzonica – divisa tra Brasile, Perù, Colombia, Ecuador, Venezuela, Bolivia, Guyana, Guyana francese e Suriname
- l’Africa centrale (in Congo)
- e il Sud-est asiatico (tra cui il Grande Mekong, che si estende tra Cambogia, Laos, Birmania, Vietnam e Cina, e il Borneo, tra Indonesia, Malaysia e Brunei).
L’importanza delle foreste per l’ambiente e gli esseri viventi
Le foreste coprono il 31% delle terre emerse e offrono una serie di servizi ecosistemici di importanza ambientale e sociale.
Una prima funzione offerta dalle aree forestali ce la insegnano fin da piccoli: gli alberi, tramite il processo di fotosintesi clorofilliana, trasformano l’anidride carbonica presente nell’atmosfera in ossigeno. Tramite questa trasformazione, gli alberi purificano l’aria e regolano il clima, aiutando a contrastare l’intensificarsi del riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra prodotte dalle attività antropiche.
Grazie alla loro capacità di assorbimento, le foreste agiscono quindi da veri e propri pozzi di stoccaggio del carbonio, immagazzinandolo nella corteccia e nelle radici, ossia tutte le parti dure della pianta.
In più, le foreste sono uno degli ecosistemi più diversificati sulla terra: secondo l’ONU, le foreste ospitano più dell’80% delle specie terrestri di piante, animali e insetti. Abbattere le foreste significa quindi sradicare la vita, mettendo a rischio la biodiversità locale.
Inoltre, circa 1.6 miliardi di persone dipendono degli ecosistemi boschivi per la loro sussistenza, di cui 70 mila di discendenza indigena. Questo ecosistema fornisce cibo frutta, funghi, erbe medicinali, ombra e legna ad uso energetico alle popolazioni locali, ma oltre a i benefici ambientali c’è di più. Le foreste riflettono anche l’identità culturale, i valori e il sapere spirituale delle popolazioni indigene.
Possiamo quindi comprendere come il fenomeno della deforestazione causi problemi tangibili in paesi dove le comunità locali e rurali vivono a stretto contatto con le foreste, come per esempio le popolazioni indigene nelle regioni amazzoniche di Perù, Ecuador o Brasile, ma anche per il mantenimento dell’equilibrio della biosfera terrestre.
Quali sono le cause della deforestazione?
La perdita dei polmoni verdi del nostro pianeta è causata da molteplici fattori legati alle attività umane.
Come rivelano i dati della FAO, l’agricoltura è la causa principale della deforestazione in quasi tutti continenti, seguita dall’allevamento intensivo. Questa tendenza è invertita in America del Sud, dove più del 70% della terra disboscata è destinata al pascolo del bestiame, e in Europa, dove il settore del bestiame causa il 20% della distruzione forestale.
Queste sono le principali cause della deforestazione:
1.Agricoltura intensiva
L’agricoltura intensiva è la prima causa di deforestazione nel mondo.
In particolare, si deforesta per lasciare spazio a nuove aree coltivabili a monoculture di soia o palma da olio da parte delle grandi multinazionali.
L’agricoltura industriale prevede l’utilizzo di fertilizzanti chimici e la meccanizzazione e semplificazione dei processi agricoli con l’obiettivo di massimizzare la produzione, senza quindi considerare conoscenze e tradizioni indigene.
Una coltura particolarmente problematica per la deforestazione è quella della palma da olio: interi appezzamenti di foreste pluviali vengono sradicate per produrre olio di palma, come vi avevamo raccontato in questo articolo. La coltivazione della palma da olio richiede ingenti quantità di acqua e nutrienti, trovando condizioni climatiche favorevoli per la loro crescita nelle zone pluviali.
Dall’altra parte, bisogna considerare che gran parte delle foreste vengono disboscate per coltivare soia da trasformare in mangimi per alimentare gli animali.
L’aumento della richiesta di olio di palma e carne per la produzione di cibi industriali accresce quindi le attività di deforestazione illegale, con effetti disastrosi su ambiente e persone.
2. Allevamento intensivo
L’allevamento intensivo costituisce il secondo driver di deforestazione al mondo. Secondo i dati della FAO, tra l’inizio del nuovo millennio e il 2018, il 38.46% dei terreni deforestati a livello globale sono stati convertiti in allevamenti.
La domanda e il consumo di carne sono quindi legate all’aumento dell’indice di deforestazione su scala mondiale, promuovendo indirettamente la rimozione della vegetazione per lasciare spazio al pascolo di bestiame e alla produzione di foraggio per nutrirli.
3. Domanda di legna
L’industria del legno contribuisce notevolmente alla deforestazione. Da un lato, circa un terzo della popolazione mondiale utilizza il la legna per scopi energetici e per riscaldare le loro abitazioni. Dall’altro, il commercio internazionale di legno pregiato sembra essere strettamente collegato con la deforestazione illegale.
Come riportato da Greenpeace, il 90% del disboscamento in Indonesia per estrarre il legname risulta essere illegale, mentre studi e immagini satellitari dimostrano che l’abbattimento illegale di alberi in Brasile ha raggiunto l’estensione della metropoli di São Paulo solo tra agosto 2019 e luglio 2020.
4. Progetti di sviluppo urbano insostenibile
Infine, l’espansione urbana e la costruzione di infrastrutture stradali costituiscono la causa del 6.16% della deforestazione nel mondo, sempre secondo i dati FAO.
Quali sono le conseguenze della deforestazione?
Se già le cause della deforestazione ti sembrano abbastanza gravi per voler contrastare questo fenomeno, conoscere le conseguenze del disboscamento incontrollato consolideranno la tua idea.
Come scritto sopra, le foreste forniscono una serie di servizi ecosistemici, che vanno dalla regolazione del clima, la purificazione dell’acqua e la pollinazione al mantenimento del patrimonio culturale della popolazione locale. In generale, la perdita delle aree forestali comporta la perdita dei servizi ecosistemici che queste possono offrire.
Gli effetti della deforestazione sono molteplici, impattando la sfera ambientale, economica, sociale e la salute dell’essere umano. Ecco un elenco di possibili conseguenze alla deforestazione qui sotto.
Effetti ambientali
Gli effetti ambientali della deforestazione di zone boschive vergini e foreste pluviali sono:
- Perdita di biodiversità: la deforestazione porta alla distruzione di interi habitat naturali, causando la perdita di specie animali e vegetali. Per saperne di più, leggi in questo articolo.
- Intensificazione dei cambiamenti climatici: la deforestazione può alterare i modelli di precipitazioni locali e regionali, sconvolgendo l’equilibrio atmosferico e portando a fenomeni climatici estremi sempre più intensi e frequenti, come nel caso dei prolungati periodi di siccità, piogge improvvise e inondazioni.Inoltre, le foreste fungono da pozzi di stoccaggio del carbonio, assorbendo ingenti quantità di CO2 dall’atmosfera, mentre quando vengono bruciate o abbattute, rilasciano CO2 nell’atmosfera, contribuendo all’aumento del riscaldamento globale e dell’effetto serra.
- Deterioramento ed erosione del suolo: eliminando la copertura arborea si espone il suolo a fattori di degrado, favorendo l’inasprirsi del fenomeno della desertificazione. In più, gli alberi con le loro radici tengono insieme il terreno; la loro rimozione comporta un aumento del rischio di frane ed alluvioni.
Effetti sociali, culturali ed economici
I gravi impatti ambientali della deforestazione si intersecano con conseguenze dal punto di vista sociale, economico e culturale.
Il disboscamento insostenibile determina infatti la crescente perdita di risorse naturali essenziali per la vita umana, animale e vegetale.
I rischi legati alla deforestazione a livello sociale, economico e culturale includono:
- Perdita di culture indigene: Oltre che causare problemi a livello ambientale, il disboscamento incontrollato mette a rischio le conoscenze della popolazione autoctona e tradizioni culturali, i diritti legati alla terra, il lavoro e la sicurezza economica delle comunità indigene. Con la perdita dagli ecosistemi forestali da cui dipendono, i gruppi indigeni si trovano quindi a dover emigrare per sopravvivere.
- Minacce alla sicurezza alimentare: la perdita delle zone boschive determina la perdita di risorse alimentari, come frutta o erbe, e suolo fertile per le coltivazioni, mettendo quindi a rischio la sicurezza alimentare locale.
- Impatti sulla salute umana, con la possibile espansione di malattie trasmesse da zanzare, come la malaria e la scomparsa delle erbe medicinali fondamentali per le popolazioni indigene.
Soluzioni alla deforestazione by zeroCO2
Dopo aver compreso cause, effetti e rischi legati alla deforestazione, ti starai chiedendo: ed ora? Cosa possiamo fare per risolvere il problema?
A livello internazionale, durante la COP26 di Glasgow 110 nazioni che corrispondono all’85% del patrimonio forestale globale hanno firmato l’accordo di Glasgow sulla deforestazione con l’obiettivo di invertire la rotta per il 2030.
La soluzione di zeroCO2 alla deforestazione è riassunta in poche parole, dal significato tanto profondo e complesso: riforestazione ad alto impatto sociale.
I nostri progetti di riforestazione partono proprio dalla necessità di creare nuove foreste laddove gli effetti del riscaldamento globale e gli effetti dei cambiamenti climatici sono più evidenti, come in Guatemala, Tanzania e Perù.
Con la donazione e piantagione di alberi alle comunità locali, i nostri progetti hanno l’obiettivo di:
- contrastare la perdita di biodiversità, promuovere la salvaguardia ambientale e la rigenerazione del suolo tramite pratiche agricole sostenibili e mediante il processo di agroforestazione
- favorire l’assorbimento di anidride carbonica e altri gas serra
- ricostruire habitat andati persi
- garantire la sicurezza alimentare, il benessere economico e le conoscenze culturali delle comunità locali
Da poche settimane, la riforestazione di zeroCO2 diventa ancora più trasparente ed è tracciabile dall’alto grazie alla nostra piattaforma satellitare. Anche tu puoi ricreare la tua foresta aziendale, regalare alberi e conoscere il tuo impatto tramite contenuti fotografici e dati scientifici, sulla nostra piattaforma.















