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Black Friday: qual è l’impatto ambientale del venerdì nero?

Il Black Friday è ormai diventato una ricorrenza annuale dedicata a sconti e acquisti, sia online che offline. Storicamente il Black Friday dà il via alla ricerca dei regali di Natale, ma oggi si possono trovare prezzi ridotti su dispositivi elettronici, cosmetici, elettrodomestici o abbigliamento anche durante tutto il mese di novembre, Cyber Monday compreso.

Ma se da una parte il portafoglio ringrazia, ti sei mai chiesto qual è il costo ambientale del Black Friday?

In questo articolo potrai leggere di più sull’impatto ambientale del Black Friday in termini di emissioni di CO2, sprechi generati e scelte di aziende e consumatori.

[Articolo aggiornato il 28 novembre 2024]

Alice Spada 10 min di lettura

Emissioni di CO2: quanto inquina il Black Friday?

Se ti informi sulla sostenibilità sicuramente lo sai: ogni attività, servizio, evento o prodotto ha un’impronta carbonica che si può calcolare tramite uno studio delle emissioni di gas serra.

A livello di prodotto, le emissioni sono quindi legate alle attività di produzione e distribuzione, per esempio al processo di produzione delle merci, all’energia utilizzata dagli impianti, all’invio delle materie prime richieste ai fornitori o allo spostamento dei dipendenti.

Detto ciò, quanta CO2 emettiamo durante la settimana del Black Friday? Analizziamo qualche dato.

In Europa, il rapporto della ONG per il trasporto sostenibile Transport&Environment (T&E) dello scorso anno rivela che nel 2022 le flotte di camion utilizzate per trasportare i pacchi tra magazzini e negozi sono state responsabili di una quantità di emissioni pari a 1,2 milioni di tonnellate di CO2. Ciò vuol dire che nel periodo di sconti del Black Friday l’Europa produce 600.000 tonnellate di CO2 in più, ossia aumento del 94% rispetto a una settimana media.

A questo impatto già enorme per la nostra atmosfera, bisogna poi aggiungere le emissioni derivanti dalle spedizioni degli e-commerce, di cui parleremo più in basso.

E in Italia invece?

Le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) affermano che gli italiani emettono fino a 400.000 tonnellate di CO2eq nell’atmosfera durante la settimana del Black Friday. E la maggior parte delle emissioni derivano dallo shopping online.

L’impatto ambientale degli e-commerce aumenta con il Black Friday

Con lo spropositato aumento dei consumi grazie all’avvento dei negozi online, non ci stupisce che la maggior parte dei prodotti scontati per il Black Friday vengano acquistati tramite e-commerce.

Lo riconfermano i dati dell’indagine 2024 condotta da Scalapay che analizza il sentiment e i trend legati a questa giornata da parte di consumatori italiani, spagnoli e francesi. Nello specifico, il 93% degli italiani afferma che comprerà online per il Black Friday 2024, oltre il 20% in più rispetto allo scorso anno (72%), una percentuale molto più alta rispetto a Francia e Spagna dove circa la metà dei clienti aveva pianificato di fare shopping in negozio o in forma ibrida.

Anche nel 2024, gli italiani acquisteranno di più da casa, spendendo ore per la ricerca dell’offerta più conveniente tramite il loro PC o smartphone. L’utilizzo dei dispositivi elettronici ha anch’esso un’impronta carbonica digitale legata al consumo intensivo di energia elettrica, spesso prodotta da fonti non rinnovabili.

Inoltre, le consegne degli acquisti fatti sul web coinvolgono il trasporto di merci dai magazzini ai clienti finali, il cosiddetto “last mile”. Il last mile genera emissioni di gas serra elevate, soprattutto quando le spedizioni vengono effettuate tramite mezzi di trasporto a motore, come camion e navi cargo che emettono tonnellate di CO2 in atmosfera.

Dunque, le emissioni digitali e le consegne accelerate aumentano l’impatto ambientale negativo del Black Friday.

L’impennata di emissioni per il Black Friday

Per ricapitolare: l’impennata di emissioni prodotte dagli acquisti dovuta alle promozioni per il Black Friday è causata da vari fattori, che ricalcano sia la responsabilità delle aziende in ambito di produzione e distribuzione, sia quella dei consumatori relative a scelte di consumo più o meno responsabili.

Le riassumiamo nei tre punti qui sotto:

Black friday e sprechi: quanto buttiamo via?

Ok, magari sogni di prendere proprio quella borsa, quel cellulare uscito da poco o quella nuova macchinetta del caffè. Ma sei proprio sicuro di averne davvero bisogno?

I dati di Green Alliance dicono che fino all’80% degli articoli acquistati durante il Black Friday, compreso l’imballaggio in cui arrivano, vengono buttati via dopo pochi utilizzi, alcuni senza essere stati utilizzati affatto.

In più, le compere folli per il Black Friday hanno un impatto a livello di scarti generati per eccesso di imballaggi e componenti non sostenibili: Le promozioni spesso comportano la vendita di prodotti con imballaggi extra o superflui che verranno gettati nel cestino una volta aperto il pacco.

Un altro problema di fondo è lo smaltimento dei prodotti scartati per lasciare posto ai modelli più moderni, contribuendo ad una produzione smisurata di rifiuti.

Già: il Black Friday genera una quantità di rifiuti immensa.

Analizziamo la situazione generale per due tra le categorie di prodotti preferite dai consumatori italiani durante il periodo del Black Friday dell’anno scorso: Elettronica ed Elettrodomestici (circa il 30%) e Moda e Abigliamento (20%) confermate dal nuovo report sul Black Friday 2024 di Scalapay.

L’impatto del settore tecnologico

Per quanto riguarda il settore della tecnologia, ogni anno vengono prodotti 40 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici al mondo (i RAEE o e-waste).

I rifiuti elettronici sono una delle categorie in rapida crescita nell’UE, ma più del 60% non viene riciclato. In Italia sono state raccolte 167.176 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici solo nel primo semestre del 2023, quindi raggiungeremo facilmente il doppio entro la fine dell’anno. Ma il dato preoccupante è che, secondo i dati dell’ISTAT, ne raccogliamo solo il 36,5%, ben al di sotto della media europea (46.2%)

Dove finiscono quindi i rifiuti elettronici non raccolti adeguatamente?

Gli e-waste vengono buttati o comprati, spesso illegalmente, da paesi del sud del mondo con normative meno stringenti per lo smaltimento dei rifiuti elettronici. In Ghana, ad Accra, per esempio, si stima che fino ad oggi siano finite nella zona di Agbogbloshie più di 250 milioni di tonnellate di e-waste, l’85% provenienti dall’Europa.

Camion scarica rifiuti in discarica in Bangladesh

Gli scarti tessili

Per quanto riguarda invece il settore della moda, i dati del Parlamento europeo rivelano che i cittadini dell’UE usano circa 26 kg di vestiti e buttano 11 kg di prodotti tessili a testa ogni anno. Che poi finiscono quasi tutti (l’87%) in discarica o inceneriti, non passando per un percorso di economia circolare volto al corretto riutilizzo delle fibre tessili.

Dove finiscono gli indumenti scartati?

Nella maggior parte in discarica in altre parti del mondo, tipo in India oppure nel Deserto d’Atacama in Cile, dove le discariche di rifiuti tessili sono visibili persino tramite le immagini satellitari.

Considerando la situazione attuale, è forse il caso di chiederti se quel paio di scarpe al 30% di sconto ti serve davvero o se puoi evitare di comprare.

Soluzioni al Black Friday per aziende e consumatori

Arrivati a questo punto, risulta quindi chiaro che l’impatto ambientale del venerdì nero ricade sia sulle aziende produttrici di beni e servizi, sia sui consumatori.

Come fare quindi per diminuire l’impatto del Black Friday sull’ambiente?

Cosa possono fare le aziende per ridurre il loro impatto nel Black Friday?

Ecco alcune idee per la tua azienda:

  • Valorizzare la qualità ambientale dei tuoi prodotti: la prima scelta è quella di partire da uno studio LCA e di carbon footprint scoprire l’impatto, in termini di emissioni di CO2, dei tuoi prodotti, analizzando quali processi ottimizzare per migliorare la loro sostenibilità in tutte le fasi della catena di produzione e distribuzione. In questo modo, si potrà delineare una strategia per efficientare tutto il processo produttivo, diminuendo le emissioni e gli sprechi.
  • Promuovere l’Economia Circolare: promuovi il riutilizzo, il riciclo e la riparazione dei tuoi prodotti attraverso iniziative che creino interazione diretta con i clienti.
  • Ridurre l’impatto delle spedizioni: a livello di distribuzione, una delle principali fonti di emissioni è il trasporto veloce e alcune soluzioni attuabili sono per esempio la sostituzione di furgoni per le consegna con cargo bike elettriche. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Scienze & Technology le emissioni medie associate al trasporto “last mile” sono diminuite del 42% quando i furgoni a combustibile fossile sono stati sostituiti da cargo bike elettriche. La stessa T&E consiglia anche l’utilizzo di camion elettrici già in commercio per ridurre le emissioni legate al last mile.
  • Assorbire e compensare le emissioni: Un’altra via è impegnarsi nella compensazione delle emissioni, coinvolgendo anche i consumatori per assorbire quelle prodotte dalle spedizioni con un costo aggiuntivo.
  • Impegnandoti in iniziative locali: invece che promettere una scontistica puoi impegnarti a devolvere una parte del tuo fatturato ad una causa ambientalista.
  • Partecipare in iniziative per il consumo sostenibile.

In zeroCO2, vogliamo dare alle aziende un’alternativa al Black Friday. Per questo nasce lo zero Friday Manifesto, in collaborazione con B Lab Italia, un’iniziativa per invitare le aziende a prendere le distanze da questa ricorrenza e promuovere il consumo consapevole.

Cosa possono fare i consumatori per ridurre il loro impatto nel Black Friday?

Che la sostenibilità sia un tema sempre più influente nel guidare le scelte di consumo in Italia è ormai un trend in crescita.

E lo è anche durante il Black Friday: dall’indagine di Scalapay sul Black Friday 2024 emerge l’attenzione alla sostenibilità grazie al trend “underconsumption-core“.

In risposta al fast fashion e al sovraconsumo, l’underconsumption-core promuove acquisti consapevoli e duraturi. Nato come trend social nell’ambito della moda, questa filosofia si concentra sulla sostenibilità e sulla longevità dei prodotti, preferendo capi di alta qualità progettati per durare nel tempo. In questo contesto, gli abiti riparati o usurati diventano simboli di autenticità e di un consumo più responsabile.

Questo conferma la tendenza già evidenziata nel sondaggio di Unguess & Scalapay del 2023: il 42% degli intervistati considera l’elemento green durante gli acquisti del Black Friday, anche se solo per il 12% è una caratteristica fondamentale. In tutti e tre i Paesi, i più attenti al tema della sostenibilità risultano essere i più giovani (GenZ), fanalino di coda invece i Boomers dai 59 anni in avanti.

Sappiamo che resistere alle offerte durante la settimana del Black Friday o convincere tua madre a rinunciare all’ennesimo tappeto è un’impresa.

Ma i consumatori possono (e dovrebbero) svolgere un ruolo attivo nel sceglie di fare acquisti responsabilmente, anche tramite e-commerce. Ti lasciamo qui dei consigli pratici per limitare le emissioni e l’impatto dei tuo acquisti:

  • Acquistare prodotti responsabilmente, solo se necessario e optare per quelli di seconda mano o dispositivi ricondizionati ove possibile.
  • Accorpare in un solo ordine l’acquisto di più prodotti. Secondo uno studio condotto dal MIT Real Estate Innovation Lab suggerire ai consumatori di acquistare più prodotti contemporaneamente, anziché in diversi ordini separati, può ridurre del 30% le emissioni totali di un acquisto.
  • Assorbire o compensare le proprie emissioni, pagando un piccolo supplemento alle aziende per diminuire l’impatto emissivo delle spedizioni.
Il Black Friday ci offre una possibilità di cambiamento: possiamo fare scelte diverse come consumatori, professionisti e aziende in grado di creare un enorme impatto positivo.
· Aggiornato il 28 novembre 2024

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