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Produzione e consumo responsabile: come le aziende possono adattarsi all’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030

Il consumo responsabile non è più un’attitudine che le imprese possono ignorare.

Scopri come le scelte responsabili dei consumatori attenti alla sostenibilità sta trasformando le strategie di produzione aziendale e perché il green marketing è cruciale per il futuro del business, nel nostro articolo.

Redazione di zeroCO2 11 min di lettura

Consumo consapevole: le tendenze dei consumatori

I consumatori stanno dando sempre più priorità alla sostenibilità, questo perché quasi nove su dieci (85%) affermano di sperimentare gli impatti dirompenti del cambiamento climatico nelle proprie vite.

A rivelarlo è il sondaggio Voice of the Consumer 2024 di PwC, realizzato intervistando oltre 20.000 consumatori provenienti da 31 Paesi.

Tutti i dati rilevati dallo studio convergono sul fatto che il consumo sostenibile non è più un’attitudine a cui le aziende devono prestare attenzione.

Oltre quattro quinti (80%) dei consumatori inclusi nel sondaggio affermano di essere disposti a pagare di più per beni prodotti o di provenienza sostenibile.

Sempre secondo la ricerca, alcuni consumatori sono disposti a pagare in media il 9,7% in più per beni che soddisfano specifici criteri ambientali, tra cui prodotti di provenienza locale, realizzati con materiali riciclati o eco-compatibili, prodotti in una filiera con un’impronta di carbonio inferiore e altro ancora. Tuttavia, questo potrebbe non tradursi in una spesa effettiva a causa di fattori tra cui inflazione, volatilità macroeconomica e preoccupazioni sul costo della vita.

Le imprese sono chiamate quindi a trasformare le proprie strategie di produzione aziendale e implementare la sostenibilità lungo la propria catena del valore per combattere il cambiamento climatico e, al tempo stesso, rimanere competitive, mantenendo la propria posizione di mercato.

Ma si trovano davanti anche ad un’altra sfida: quella di comunicare in maniera trasparente il proprio impegno nella sostenibilità, passando dalle strategie di marketing tradizionali al green marketing compresa la comunicazione della sostenibilità sui social media.

Un tema, dunque, abbastanza complesso quello del consumo sostenibile che proviamo ad approfondire nei prossimi paragrafi.

I consumatori sono disposti a pagare in media il 9,7% in più per beni che soddisfano specifici criteri ambientali.

sondaggio Voice of the Consumer 2024 di PwC

Produzione e consumo responsabile: l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030

Cos’è il consumo sostenibile e in cosa consiste l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030?

Scopriamolo insieme.

Quest’anno è caduto il primo di agosto l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui, secondo i calcoli del Global Footprint Network, è stato consumato tutto ciò che la Terra è in grado di generare entrando in debito con lei, e l’Italia già in debito dal 19 maggio.

Ciò significa che si stanno consumando risorse a un ritmo pari a 1,7 volte la capacità rigenerativa del Pianeta ogni anno, e se le attuali tendenze continueranno, entro il 2030 ci sarà bisogno dell’equivalente di due Pianeti per sostenere lo stile di vita attuale.

A remare in senso opposto è l’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dedicato al consumo e produzione responsabili che ha come obiettivo proprio quello di raggiungere la gestione e l’uso efficiente delle risorse naturali entro il 2030. Governi, imprese, organizzazioni, e la società tutta sono chiamati a impegnarsi adottando modelli di produzione e consumo sostenibile che rispettino i limiti del Pianeta.

E se i governi hanno il compito di creare un quadro normativo che incentivi pratiche sostenibili, attraverso politiche fiscali, regolamentazioni e investimenti mirati, le imprese, dal canto, devono impegnarsi a:

  • innovare i processi produttivi, abbandonando modelli lineari in favore dell’economia circolare, per esempio riducendo le emissioni di gas serra, utilizzando energia da fonti rinnovabili;
  • rendere i propri prodotti più sostenibili tramite l’eco-design, sia nella composizione dei prodotti che nel packaging, rispondendo così alla già presente domanda di consumatori consapevoli;
  • comunicare in maniera trasparente i propri impatti ambientali, spingendo i consumatori verso scelte più responsabili attraverso una comunicazione efficace e trasparente.

L’Obiettivo 12 si inserisce nel quadro più ampio dell’Agenda 2030 per le aziende italiane, che prevede 17 goal interconnessi di cui le imprese sono chiamate ad essere protagoniste, non semplici destinatarie.

Mercato Guatemala
Mercato in Guatemala
Frutta e verdura al mercato
Frutta e verdura vendute in un mercato in Guatemala
Consumo consapevole SDG 12
Consumo consapevole SDG 12

Le quattro tipologie di consumatori sostenibili

Perché, naturalmente, la sensibilità dei consumatori verso i temi della sostenibilità varia, e le imprese devono anche imparare a comprendere le diverse attitudini per potere poi impulsare il consumo consapevole e agire in maniera efficace.

Proprio le tipologie di consumatori sostenibili è tra gli argomenti indagati da Forrester Research che, recentemente, sottoponendo una serie di quesiti a gruppi di consumatori adulti in Australia, negli Stati Uniti e nei mercati EU5 (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna), ha aggiornato la sua segmentazione dei consumatori green, composta così da quattro segmenti che mostrano vari livelli di affinità alla sostenibilità ambientale:

Il paradosso del consumatore sostenibile, e come le aziende possono affrontarlo

Se la percentuale di consumatori “Active Greens” è rimasta pressoché invariata dallo scorso anno a ora resistendo a inflazione e aumento del costo della vita, evidenziano poi i ricercatori, è altrettanto vero però che il resto dei consumatori si trova invischiato in ciò che viene definito il “paradosso dei consumatori green”, ovvero quella dissonanza cognitiva nata dal voler agire in maniera sostenibile, ma avere difficoltà a farlo. Il non potersi comportare secondo i propri valori genera stress e ansia.

Secondo Forrester Research, esistono diverse barriere alla sostenibilità in ambito delle scelte dei consumatori, ma alla fine sono cinque le più comuni:

Aziende per la produzione e il consumo sostenibile: sfide e opportunità

Individuate le motivazioni che generano senso di insoddisfazione nel consumatore consapevole, le aziende hanno un punto di partenza dal quale poter incominciare a agire.

Come? Applicando la sostenibilità all’intera gamma di prodotti o servizi offerti, guardando però sempre all’efficienza degli stessi e alla convenienza dell’acquisto da parte dei consumatori.

Azioni per rendere la produzione aziendale più sostenibile vanno dalla misurazione dell’impronta di CO2, all’implementazione delle pratiche di economia circolare (riuso, riciclo, upcycling) e l’efficientamento dei processi produttivi per abbassare i prezzi dei prodotti sostenibili. La riduzione delle emissioni nella produzione è anche la risposta aziendale concreta all’Obiettivo 13 dell’Agenda 2030, la lotta al cambiamento climatico, che si intreccia con il Goal 12 su efficienza delle risorse e catena del valore.

Molte delle soluzioni nature-based, come la riforestazione per compensare le emissioni residue di produzione, rispondono anche all’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030, che tutela gli ecosistemi terrestri.

Rimane anche fondamentale migliorare la trasparenza nella comunicazione delle tappe della propria transizione verso una produzione più sostenibile tramite strategie di green marketing corrette, per evitare il greenwashing, costruire fiducia con i consumatori e sostenere concretamente il consumo sostenibile.

Per sapere come comunicare la sostenibilità senza cadere nel greenwashing, trovi qui e qui le nostre guide.

Rispondiamo alle domande più comuni su produzione e consumo sostenibile.

L’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030 — denominato “Produzione e consumo responsabile” — è il dodicesimo dei 17 Sustainable Development Goals adottati dall’ONU nel settembre 2015. Si propone di garantire entro il 2030 modelli di produzione e consumo sostenibili, riducendo l’impronta ecologica di industrie, catene di fornitura e stili di vita. Il punto di partenza è un dato critico: l’umanità consuma già le risorse naturali a un ritmo 1,7 volte superiore alla capacità rigenerativa del pianeta. L’SDG 12 si articola in 11 target che coprono la gestione efficiente delle risorse, la riduzione degli sprechi alimentari, la gestione responsabile delle sostanze chimiche e il sostegno alla rendicontazione di sostenibilità aziendale. Per le imprese italiane, il riferimento normativo più immediato è la CSRD, che traduce l’SDG 12 in obblighi concreti di reportistica sulla catena del valore e sui prodotti.

· Aggiornato il 26 giugno 2026

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